Cardile replica a Schiavini: “A Crema si fa memoria, si parla di legalità e di mafie”
Giorgio Cardile replica alle critiche di Fratelli d'Italia, difendendo l'impegno dell'Amministrazione su legalità e memoria delle vittime di mafia
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Dopo le critiche di Fratelli d’Italia all’Amministrazione comunale sul tema della legalità e della memoria delle vittime di mafia, arriva la replica dell’assessore alle Politiche giovanili Giorgio Cardile, che respinge le accuse e rivendica il lavoro svolto negli anni.
“Ho letto le dichiarazioni di Fratelli d’Italia in cui accusano il Sindaco e l’Amministrazione di usare la legalità come uno slogan e di aver dimenticato la memoria del generale Dalla Chiesa. Sono rimasto esterrefatto. Davvero si può sostenere che Crema, questa Amministrazione e questo Sindaco non abbiano a cuore la legalità e la memoria? La risposta è chiaramente no”.
Cardile ricorda innanzitutto l’impegno dell’Amministrazione nella Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, celebrata ogni 21 marzo insieme a Libera e alle realtà del territorio.
“Il 21 marzo è il momento in cui pronunciamo uno per uno i nomi delle vittime innocenti delle mafie, restituendo a ciascuna di loro una storia e una dignità. È un gesto importantissimo, perché ci ricorda che dietro ogni nome c’è una persona, una famiglia, una vita che la violenza mafiosa ha spezzato”.
L’assessore rivendica poi il lavoro portato avanti nelle scuole e con i giovani. “Abbiamo scelto di lavorare perché la cultura della legalità non viva soltanto nelle giornate della memoria, ma diventi conoscenza, consapevolezza e responsabilità quotidiana”.
Dal 2018, spiega Cardile, vengono affrontati con gli studenti i temi delle mafie, della criminalità organizzata e della memoria. A questo si aggiunge il progetto “57 giorni – Strade di legalità”, dedicato al periodo tra le stragi di Capaci e via D’Amelio.
“Lo facciamo per dire ai ragazzi una cosa semplice, ma fondamentale: la mafia esiste, è pericolosa e riguarda anche la nostra democrazia”.
Tra le iniziative citate dall’assessore anche l’arrivo, per la prima volta a Crema, della Scuola Popolare Antimafia, proposta dall’Osservatorio CROSS dell’Università degli Studi di Milano e realizzata con il presidio cremasco di Libera e il Terzo settore.
Cardile interviene quindi sulla mancata organizzazione di una specifica cerimonia per l’anniversario della morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
“Una commemorazione dedicata a Dalla Chiesa sarebbe stata certamente una cosa positiva, ma una singola cerimonia non può diventare il metro con cui giudicare il lavoro di un’Amministrazione su un tema così importante. La memoria non si misura soltanto con il numero delle corone deposte o delle cerimonie organizzate. Si misura anche dalla capacità di raccontare quelle storie ai ragazzi, di conoscere i nomi delle vittime e di costruire gli anticorpi culturali e civili necessari per contrastare le mafie”.
Nel finale, Cardile respinge l’accusa rivolta all’Amministrazione: “Da rappresentante di questa Amministrazione posso dirlo con chiarezza: a Crema si fa memoria. A Crema si parla di legalità. A Crema si parla di mafie. Lo facciamo con le istituzioni, con le scuole, con i giovani e con le associazioni”.