Cronaca

Folcioni 2.0: Cella e Bresciani, due talenti cremaschi nella band di “Caduta libera”

Due giovani musicisti cremaschi, cresciuti al Folcioni e oggi impegnati in nuovi progetti professionali, portano il talento della città in tv

La band a Caduta Libera
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Dal Folcioni alla televisione, passando per il Conservatorio di Parma. È un percorso che accomuna Paola Bresciani e Francesco Cella, due giovani musicisti cremaschi che in questi giorni sono protagonisti con la loro musica nella band di “Caduta libera”.

Entrambi hanno iniziato da bambini il proprio percorso musicale all’Istituto Musicale Folcioni, per poi proseguire gli studi fino al diploma, conseguito a pieni voti, al Conservatorio “A. Boito” di Parma. Un legame con la realtà musicale cremasca che, nel caso di Cella, non si è mai interrotto: dallo scorso anno, infatti, è diventato docente di chitarra proprio al Folcioni. Francesco Cella è alla chitarra e alla voce, mentre Paola Bresciani suona le tastiere. Per entrambi, la nuova esperienza rappresenta un ulteriore tassello di un percorso professionale già ricco di collaborazioni e progetti.

Bresciani, attualmente impegnata negli studi di secondo livello, ha già avuto modo di lavorare con musicisti di primo piano, tra cui Manuel Boni, chitarrista di Ultimo, e Phil Palmer.

Cella, invece, ha alle spalle numerose esperienze live e diversi progetti musicali, tra cui la band di Iva Zanicchi. Un bagaglio che oggi porta anche nell’attività didattica, mettendo la propria esperienza a disposizione dei giovani musicisti che frequentano il Folcioni.

“Quando ci hanno chiesto di partecipare a “Caduta libera” abbiamo accettato subito con entusiasmo: per noi giovani musicisti è una grande occasione!”, ha commentato Cella.

La formazione musicale è completata da Tosca Biscontin alla voce, diplomata in canto Pop Rock al Conservatorio di Parma, Nicole Brandini al basso e Carola Avola alla batteria, entrambe già impegnate in numerose collaborazioni come turniste.

Per il territorio cremasco, però, la presenza di Bresciani e Cella rappresenta qualcosa in più. È la conferma di un percorso che parte dalle aule e dagli strumenti del Folcioni e può arrivare a importanti esperienze professionali. E proprio il fatto che Cella sia oggi dall’altra parte della cattedra, come docente, rende ancora più significativo questo legame tra formazione e professione.

Un piccolo esempio di “Folcioni 2.0”, con due ex studenti che continuano a portare avanti la propria passione per la musica e, allo stesso tempo, contribuiscono a trasmetterla alle nuove generazioni.

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