Politica

Pandino, Bonaventi replica alla minoranza: “Sui costi solo populismo”

Il sindaco risponde alle critiche sui costi della giunta: "I 163 mila euro sono il costo complessivo per il Comune, non quanto percepiscono gli amministratori"

Il sindaco di Pandino Bonaventi
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Dopo le polemiche sollevate dalla minoranza sul costo dell’amministrazione comunale, il sindaco di Pandino, Piergiacomo Bonaventi, interviene con un videomessaggio per replicare alle accuse. Nei giorni scorsi il gruppo di opposizione aveva evidenziato come, secondo i dati della ragioneria comunale, nel 2025 il costo complessivo di sindaco, vicesindaco e assessori ammonti a oltre 163 mila euro, parlando di una cifra “raddoppiata” rispetto agli anni precedenti.

Il primo cittadino contesta però il modo in cui il dato è stato presentato, sostenendo che si tratti del costo complessivo sostenuto dal Comune e non delle somme effettivamente percepite dagli amministratori.

“In questi giorni la minoranza ha diffuso un video nel quale parla del costo di noi amministratori, un costo di 163 mila euro. Questa, a mio avviso, è una cifra perfetta per un video social indignato e per alimentare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. Da sindaco ritengo doveroso fare chiarezza, tutelando l’onorabilità dell’ente e l’onestà di chi lo amministra”, afferma Bonaventi.

Il sindaco precisa quindi che “quella cifra rappresenta il costo complessivo sostenuto dal Comune, non quanto viene effettivamente percepito dal sottoscritto, dal vicesindaco e dagli assessori. Mostrare il costo lordo senza spiegare cosa rappresenta non significa informare, è populismo di basso livello“. Bonaventi ricorda inoltre che “le indennità degli amministratori sono stabilite dalla legge, così come sono previsti dalla legge i permessi per chi svolge un mandato pubblico”.

Nel suo intervento il primo cittadino sottolinea anche gli impegni legati al ruolo amministrativo. “Amministrare un Comune significa assumersi ogni giorno responsabilità amministrative, contabili e penali. Significa tempo, sacrifici, problemi e decisioni, ma soprattutto significa essere presenti”, dichiara, aggiungendo di aver lasciato il proprio lavoro nel 2019 “per dedicarmi completamente a Pandino, rinunciando a una parte del mio reddito”.

Bonaventi evidenzia poi come gli amministratori sostengano personalmente alcune spese: “Gli amministratori partecipano agli appuntamenti istituzionali sostenendo personalmente le spese di viaggio, senza chiedere al Comune rimborsi pur legittimi”.

Il sindaco respinge infine anche il confronto tra i compensi degli amministratori e i gettoni di presenza dei consiglieri comunali. “Il paragone tra il gettone dei consiglieri e le indennità degli amministratori è offensivo per l’intelligenza dei cittadini. Un consigliere senza incarichi amministrativi percepisce il gettone di presenza. Il sindaco, il vicesindaco e gli assessori, che amministrano l’ente e ne assumono la responsabilità, percepiscono l’indennità prevista. Non è un privilegio, è la legge”.

In conclusione Bonaventi accusa la minoranza di alimentare un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni. “Inquinare continuamente il dibattito con numeri raccontati a metà non fa bene a Pandino e dimostra l‘incapacità di svolgere un’opposizione seria e costruttiva. Il nostro impegno è un altro: avvicinare i cittadini alla vita pubblica, raccontare il nostro lavoro e spiegare con trasparenza costi e scelte, perché amministrare non significa arricchirsi alle spalle dei cittadini. Continuare a insinuarlo non è controllo, non è opposizione, è solo alimentare deliberatamente la sfiducia nelle istituzioni”.

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