Restauro, tra passato e presente nel libro di Giorgio Danesi
Alla Libreria Cremasca la ricerca del giovane docente cremasco che approfondisce la figura dell’architetto torinese Andrea Bruno
Presentato nei giorni scorsi presso la Libreria Cremasca in via Dante, il volume del giovane architetto e docente universitario cremasco, Giorgio Danesi dal titolo “Il progetto del limite. Tempo, materia e monumento nell’opera di Andrea Bruno”, edito da Anteferma, per la collana “Quaderni IUAV. Ricerche Archivio Progetti”.
Un lavoro che è la sintesi di una poderosa esperienza di ricerca svolta dallo stesso Danesi nell’approfondire le opere dell’architetto torinese Andrea Bruno riflettendo sul concetto di “limite”, in senso ampio e nelle opere dedicate al restauro dei monumenti in particolare: limite, inteso quale punto di incontro, ma anche di tensione, tra ciò che va conservato e ciò che può essere trasformato. Il libro, attraverso documenti d’archivio, sopralluoghi e confronti diretti con lo stesso protagonista venuto a mancare all’età di 93 anni nel 2025, racconta l’opera dell’architetto Andrea Bruno e, come ha precisato l’autore fin dalle prime battute della sua pregevole relazione, parte da una semplice domanda: “Fin dove ci si può spingere quando si interviene su un monumento o su un edificio storico?” Seguendo il percorso professionale di Bruno lungo un arco temporale che abbraccia l’intero secondo Novecento, il volume accompagna il lettore tra progetti, idee e cantieri in Italia, in Europa e in Medio Oriente, dove già a 29 anni divenne consulente Unesco per l’Afganistan.
Ma perché è importante il protagonista del volume nella storia dell’architettura? Lo spiega Danesi, ricordando come Bruno ha caratterizzato la sua opera accademica per una didattica che potremmo definire “rivoluzionaria” e fuori dagli schemi precostituiti, una didattica fondata sul portare gli studenti direttamente nei cantieri e raccontare attraverso le esperienze pratiche, cosa significa fare e restaurare. Per questo, com’è facile comprendere, non fu amatissimo nell’establishment accademico, tanto da non riuscire a scalare la gerarchia universitaria, non giungendo mai al titolo di docente ordinario. Nel 2019 Bruno decide di cedere tutti i materiali ad un archivio pubblico, perché condizione migliore e garanzia di conservazione. Quei materiali arrivano a Venezia, presso Archivio progetti dell’Università IUAV, che presenta i fondi archivistici dei più importanti architetti italiani del novecento, e dove svolge la sua attività di ricerca e docenza Giorgio Danesi, ma prima questi materiali erano allocati a Torino, in un “luogo pazzesco”, racconta Danesi che ha conosciuto l’architetto Bruno: “Il suo studio, uno spazio straordinario nel centro di Torino, luogo dove si fondano ricordi, arte, architettura, viaggi e la mia ricerca parte da qui”, dice il giovane architetto cremasco.
Bruno cede gratuitamente i suoi materiali, ma con una precisa richiesta, quella che potessero essere studiati. Ed è quello che ha fatto Danesi: più di 120 scatole di rotoli e 75 tubi di rotoli, con oltre 10mila disegni in fogli lucido, 20mila negativi di scatti fotografici, 250 taccuini di appunti e schizzi, individuando 168 progetti e, naturalmente selezionandone alcuni, tra i quali quelli presentati alla Libreria Cremasca.
Ma cos’è il restauro per Andrea Bruno, chiede Danesi, prima di passare in rassegna i progetti selezionati: ricostruire in stile, riportando le architetture a un passato splendore, oppure aggiungere architetture contemporanee a quelle antiche, senza “ingannare il prossimo”. Fu questa seconda accezione, la strada scelta da Andrea Bruno, per il quale il restauro era il rapporto tra antico e nuovo, e lo si può vedere in alcune delle opere presentate dall’autore: la Corte del Museo della Corsica, il circo e l’anfiteatro romano di Terragona in Spagna, il restauro del Castello di Rivoli, ad una quarantina di minuti da Torino: un edificio incompiuto sul quale Bruno interviene costruendo la sua carriera e che, se vogliamo, si collega idealmente anche con la stessa location della Libreria Cremasca di via Dante, all’interno di Palazzo Bondenti Terni de’ Gregory, edificio tardo barocco incompiuto nella parte relativa all’ala destra del corpo centrale, ricorda Danesi, che al termine della sua presentazione riceve gli applausi dei numerosi presenti.
L’autore, poco meno che quarantenne, oltre alla laurea con lode all’Università IUAV di Venezia in Architettura indirizzo Conservazione, vince la borsa di studio nella Scuola di Dottorato dello stesso ateneo lagunare e nel giugno 2018 la sua tesi ottiene dalla commissione giudicatrice il riconoscimento massimo, con dignità di pubblicazione. Autore di oltre 35 saggi e articoli sui temi legati al restauro architettonico, dal 2019 al 2022 insegna come docente a contratto per il Laboratorio di Conservazione dell’Edilizia Storica presso l’Università degli Studi di Udine e dal 2023 insegna in qualità di docente a contratto al corso Fondamenti di Restauro all’Università IUAV di Venezia.