Festa di San Pantaleone, il vescovo Daniele: “Coltivare semi di speranza”
Durante la festa patronale di San Pantaleone il vescovo Daniele ha augurato alla comunità di saper coltivare semi di speranza e costruire la civiltà dell'amore.
Sulle note del canto liturgico “Chiesa di Dio, popolo in festa”, accompagnate da un lungo corteo di sindaci del territorio, autorità provinciali e regionali, forze dell’ordine e personale sanitario, si è aperta la festa di San Pantaleone, medico e martire, patrono della città di Crema e della Diocesi.
Prima di presiedere la messa in cattedrale, il Vescovo Daniele ha ricevuto nella sala dell’Episcopio, come da tradizione, i sindaci dell’Area Omogenea Cremasca, con i quali ha voluto condividere un momento di riflessione e un auspicio, una speranza. La sera precedente, ha raccontato, ha partecipato all’incontro che si è tenuto a San Bernardino con Don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile del Beccaria, dove è recluso Sami, il ragazzo che ha ucciso, a Pasquetta, Hamza Salama. Il vescovo Daniele ha fatto sapere di essere andato a trovarlo in carcere, dopo che ha compiuto 18 anni.

Nell’incontro, a San Bernardino, era presente anche la comunità musulmana, con la famiglia del ragazzo che ha ucciso Hamza e la ragazza della vittima che, insieme ad una studentessa del Munari, hanno condiviso un intervento toccante.
Un incontro, ha detto il Vescovo Daniele, in cui si è cercato di capire, prima di giudicare; la testimonianza di una città che sa confrontarsi, affrontare le sue paure e le difficoltà che i giovani stanno vivendo, sia italiani, sia stranieri.
L’augurio, che è quello che è stato ripreso nell’omelia della celebrazione della messa, ispirata all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, è che la comunità cremasca, con la collaborazione di chi l’amministra, sappia coltivare semi di speranza, con fiducia e pazienza. Magari i frutti non si vedranno subito, ma così potremmo costruire, come auspica Papa Leone XIV, la civiltà dell’amore.
Conclusa la messa, il Vescovo Daniele, prima di impartire la benedizione, ha voluto ricordare Don Ennio Raimondi, decano della Diocesi di Crema, morto lunedì scorso e testimone generoso e credibile del Vangelo, di chi si è speso per gli ultimi.
Poi, sul sagrato, con la reliquia del Santo Patrono, la benedizione a tutta la città e alla Diocesi di Crema.
