L’astronauta Paolo Nespoli: “Sognare, esplorare, fare ricerca, non ha limiti di età”
L’astronauta Paolo Nespoli è stato ospite della Residenza Guerreschi, a Capralba, dove ha raccontato di come sia nata l‘idea di esplorare lo spazio e dei suoi sogni
“Signore e signori, sul palco della Residenza Guerreschi, con un grandissimo onore, l’astronauta italianissimo Paolo Nespoli!”
Così Daniela Dolci, insieme a Livia Guerreschi, ha introdotto l’astronauta con il più grande record di permanenza nello spazio: 313 giorni, 2 ore e 36 minuti. Un uomo che ha saputo alzare lo sguardo al cielo, volare alto e, soprattutto, ha creduto nei sogni di un bambino che vide, nel 1969, Neil Armstrong posare il primo piede sulla luna. Le sue parole gli rimasero impresse fino a quando, a 30 anni, decise di fare l’astronauta “Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”.
L’astronauta Paolo Nespoli è stato invitato alla Residenza Guerreschi di Capralba dove ha voluto regalare, agli ospiti della struttura, il racconto del suo lavoro straordinario di ricerca, di esplorazione dello spazio e delle orbite terrestri e ha spiegato come sognare appartenga a tutti, senza limiti di età.
“Sognare è consentito a tutti – ha detto l’astronauta Paolo Nespoli prima di salire sul palco- non abbiamo un tempo limite per sognare, per pensare alle cose impossibili, per cercare di realizzarle; è giusto che lo facciano i ragazzi, ma continuiamo a farlo nella nostra vita perché c’è sempre una possibilità nel futuro; è dare anche agli anziani, così come ai ragazzi, un esempio, uno sprone per dire loro di guardare avanti, di guardare in alto. Di solito dico: le stelle non sono poi così lontane; è sicuramente un bel messaggio e tutti noi siamo in grado di afferrarlo”.
Ed ecco come è nato il suo sogno.
“Io ho avuto la fortuna di assistere, quando ero ragazzino, allo sbarco sulla luna e quindi quello era un momento dove praticamente tutti i ragazzi o le ragazze dicevano: da grande voglio fare l’astronauta; anche io dicevo: voglio fare l’astronauta. Poi mi sono reso conto come, alla fine, fosse un sogno impossibile. L’ho messo in un cassetto finché più avanti con l’età, verso i 30 anni, conoscendo meglio me stesso, ho capito di avere, forse, le caratteristiche di poter realizzare questo sogno; non è stato semplice ma ce l’ho fatta!”
Un incontro all’insegna della ricerca e dell’eccellenza promosso dall’ Associazione Arma Aeronautica, sezione di Caravaggio e dalla BCC Caravaggio e cremasco, grazie alla presenza di Antonio M. Pellegri, vice presidente nazionale AAA – Aviatori d’ Italia ETS e di Giorgio Merigo, Presidente della BCC Caravaggio e Cremasco.