Scuola e Università

Il liceo Racchetti da Vinci celebra la legalità con un progetto contro le mafie

Il liceo Racchetti da Vinci di Crema ha concluso il progetto contro le mafie con un incontro sulla legalità, coinvolgendo studenti e associazioni locali

Maganuco, Morali e Venturelli
Fill-1

Si è concluso con un incontro sulla legalità il progetto scolastico contro le mafie promosso dal liceo “Racchetti da Vinci” di Crema, che ogni anno celebra il 23 maggio per mantenere vivo il ricordo della strage di Capaci attraverso eventi e attività formative.

In aula magna Alessio Maganuco e Anna Morali hanno tenuto una lezione di diritto civico rivolta agli studenti di quarta, affrontando il tema attraverso un excursus storico sulle stragi di Cosa Nostra che hanno segnato l’Italia tra gli anni Ottanta e Novanta. L’incontro si è poi sviluppato in un confronto interattivo sulle realtà mafiose ancora presenti e sulle modalità con cui vengono contrastate da comitati e associazioni, in particolare dall’impegno di Libera, che dal 1995 restituisce valore sociale ai beni confiscati.

Tra gli esempi citati anche la tenuta di Spino d’Adda, uno dei principali beni confiscati alla criminalità organizzata in Lombardia, oggi trasformata in una realtà a forte valenza sociale.

“Il progetto – ha spiegato la professoressa Ada Cazzamalli – si è concentrato in particolare sul tema dei beni confiscati alle mafie: gli studenti, dopo un primo incontro con l’associazione Libera avvenuto a febbraio, hanno proseguito il percorso di riflessione fino alla giornata conclusiva, realizzata anche in collaborazione con la Consulta dei giovani del Comune di Crema”.

“Da diversi anni – aggiunge il preside Claudio Venturelli – il liceo Racchetti da Vinci celebra questa giornata il 23 maggio. Oggi è notorio che il 23 maggio del 1992 era pure di sabato e questo particolare è apparentemente insignificante, però ci introduce in modo ancora più appassionato e convinto alla celebrazione di questa giornata”, è stato sottolineato durante l’incontro”.

“Il tema della lotta alla mafia è profondamente collegato alla partecipazione attiva nella nostra comunità – ha concluso Anna Morali – e soprattutto alla partecipazione attiva di noi giovani che siamo la futura generazione di questa città”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...