Cronaca

Giornata della Danza, 44ª edizione: arte e pace nel messaggio di Crystal Pite

Celebrazione mondiale dedicata all’arte del movimento: focus su pace, comunità e creatività. A Crema attesa anche per CREMAinSCENA

Mosaico Dance

Si celebra oggi, 29 aprile, la Giornata Internazionale della Danza, giunta alla 44ª edizione. Istituita nel 1982 dal Comitato di Danza dell’International Theatre Institute UNESCO, la ricorrenza vuole valorizzare la danza come forma d’arte universale e strumento di crescita culturale e umana. Ogni anno la giornata è accompagnata da un messaggio rivolto alla comunità artistica internazionale. Per il 2026 è stata scelta la coreografa canadese Crystal Pite, figura di riferimento a livello mondiale che nel corso della sua carriera ha collaborato con importanti compagnie come il Royal Ballet, il Nederlands Dans Theater e il Balletto dell’Opéra di Parigi.

Nel suo intervento, Pite sottolinea il valore della danza come linguaggio universale capace di unire e di costruire pace, anche in un contesto globale segnato da conflitti e tensioni.

“… Siamo danzatori, tutti noi lo siamo. La vita ci muove; la vita ci danza. Effimera come il respiro, concreta come le ossa, ogni danza è fatta di noi. Scolpiamo lo spazio. Scriviamo con i nostri corpi in un linguaggio senza parole che viene profondamente compreso. Onoriamo lo spazio dentro e intorno a noi quando danziamo. Come la vita, una danza si crea e si distrugge in ogni istante. Come l’amore, è al di là della ragione. Mi piace pensare al corpo come a un luogo; un luogo dove l’essere viene tenuto e plasmato. Quando danziamo, siamo profondamente coinvolti nell’essere presenti. Scrivo queste parole all’inizio del 2026, quando sembra non esserci fine all’oppressione, allo sconvolgimento e alla sofferenza nel nostro mondo. Ogni giorno, mentre assistiamo all’orrore di ciò che gli esseri umani sono capaci di fare gli uni agli altri e al meccanismo di potere che finanzia e alimenta una violenza indicibile contro le persone e il pianeta, la danza può apparire come una risposta superficiale e inutile. È difficile immaginare cosa possa fare un artista della danza in un mondo che ha così disperatamente bisogno di un cambiamento radicale e di guarigione. Eppure, l’arte, come la speranza, è una forma d’amore… L’arte è un vascello che ci accoglie mentre, insieme, affrontiamo le domande, in modo diverso, rispetto alle notizie, ai documentari e all’istruzione, alle opinioni e ai social media, all’attivismo e alla protesta, ma non incompatibile. Attraverso la creatività, accumuliamo resistenza e speranza, tramite piccoli atti di coraggio, di curiosità, gentilezza e collaborazione. Nella danza e nel fare danza troviamo la prova che l’umanità è qualcosa di più del nostro ultimo, straziante fallimento globale… Siamo commossi da queste tracce evanescenti di bellezza nel momento presente. E mentre incarniamo sia la danza che la sua scomparsa, ci viene ricordata la nostra impermanenza. Allo stesso tempo, se prestiamo attenzione, la danza ci donerà un barlume momentaneo dell’anima.”

In occasione della ricorrenza, il Teatro San Domenico ricorda anche il prossimo appuntamento con CREMAinSCENA: la nuova edizione prenderà il via il 30 maggio e porterà sul palco oltre 800 giovani danzatori impegnati in 17 spettacoli, con il coinvolgimento di 19 scuole di danza del territorio. I biglietti sono disponibili online sul sito del teatro, presso la biglietteria di via Verdelli e alla libreria Mondadori di Crema.

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