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Socialisti: ‘La sconfitta
porti a una svolta inderogabile’

Sono tanti anni ormai che manca una presenza significativa dell’area socialista all’interno delle Istituzioni e ancor più in Parlamento ed anche questa tornata elettorale non è stata quella del rilancio, come auspicavano anche dalla Comunità Socialista Cremasca, da tante altre associazioni di ispirazione socialista in Italia, e dallo stesso PSI: la disfatta elettorale del centro sinistra e del PSI, che non ha nessun rappresentante in Parlamento, impone ora una forte riflessione, che dovrà portare ad una “svolta inderogabile”, sostengono Virginio Venturelli per la Comunità Socialista Cremasca e Alberto Gigliotti, per il Psi cremonese.

In una nota, i due esponenti socialisti, “valutate le indubbie ed accresciute difficoltà politiche, organizzative ed economiche, a cui andranno incontro tutte le organizzazioni facenti riferimento alla tradizione socialista, impegnate ad evitare l’archiviazione definitiva della cultura dei socialismo italiano, convengono nella necessità di una nuova ripartenza attraverso la convocazione di incontri straordinari, aperti a tutti coloro che intendono contribuire alla riaffermazione di un Partito Socialista. Una delle azioni cui non ci si può sottrarre, secondo i due rappresentanti socialisti è la creazione degli Stati Generali del socialismo italiano, per coinvolgere tutti i socialisti, in stretto rapporto con i corpi sociali, sindacati, mondo del lavoro, della cultura e della conoscenza, rilanciando l’idea di indire un’assemblea nazionale.

Ma la pesante sconfitta, sostengono Venturelli e Gigliotti, deve portare prioritariamente ad “un’analisi severa della situazione, in grado di portare alla correzione degli errori politici compiuti, affinché diversamente siano affrontati gli ormai prossimi rinnovi amministrativi comunali e regionali del 2023 e 2024, nonché quello del Parlamento Europeo, ribadendo l’urgenza di definire strategicamente prioritaria, ovunque possibile, la costituzione di alleanze liberal democratiche, socialiste e ambientaliste, già al governo in diversi Paesi europei, improvvidamente per nulla ricercate alle elezioni politiche del 25 settembre, con le conseguenze che nel campo progressista, sono sotto gli occhi di tutti”.

i.g.

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