Cronaca
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Federico: “Hai vissuto danzando
e sei morto a ritmo di danza”

Se il momento finale rivela ciò che siamo stati in vita, allora la vita di Fede è stata davvero straordinaria; spesa fino in fondo, donandosi e seguendo le sue passioni.
Si è concluso danzando, al ritmo delle canzoni del Grest dal motto “Metti il cuore”, il funerale di Federico Denti, giovane 21enne stroncato improvvisamente da un aneurisma cerebrale, mentre si trovava in vacanza a Palinuro con gli animatori del Grest.
L’ ultimo saluto è stato celebrato nella chiesa parrocchiale di Ombriano , dove Federico è cresciuto ed ha condiviso con gli amici tante esperienze, tra cui il Grest, di cui era uno dei coordinatori.

E c’erano proprio tutti coloro che Fede amava, nella affollata chiesa di Ombriano; gli occhi gonfi di lacrime ma anche di gratitudine per quello che, sebbene così giovane, Fede ha saputo regalare.

C’erano gli amici della compagnia teatrale Caino e Abele di Offanengo, c’erano gli animatori e i coordinatori del Grest, la famiglia, mamma Annamaria e papà Roberto, il fratello Matteo, i nonni, i parenti e tutta la comunità di Ombriano che ha voluto fare sentire il suo affetto.

“ Fede ha vissuto la sua esistenza da 10 e lode – ha detto don Stefano Savoia che ha celebrato la funzione liturgica insieme a don Mario Botti, parroco di Ombriano, e don Luciano Cappelli – quanto bella, originale, fresca è stata la vita di Fede. Che dono grande aver avuto un figlio così, un amico, un fratello così”.
“Te ne sei andato mentre stavi ballando – ha detto il papà Roberto – seguendo le tue passioni e hai vissuto la tua vita donandoti fino in fondo, senza risparmiarti, anche dando al mondo un pezzo di te (la famiglia ha consentito alla donazione degli organi, ndr). Grazie per avermi reso una persona migliore”.
“Federico è qui e sarà sempre con noi – ha detto commossa la mamma Annamaria – e ci guiderà. Pensiamo a lui nella gioia. So che Fede in questo momento avrebbe voluto non lacrime ma una grande festa, stare con le persone che gli hanno voluto bene”.
“Fede –  ha concluso don Mario Botti –  un nome che racchiude il senso della sua esistenza; veniva spesso chiamato Chicco, come il chicco nascosto che porta frutti buoni. Ma potremmo aggiungere un altro nome: Presente. Perché Fede è stato presente in ogni momento della vita prima e lo sarà anche adesso. Ci ha insegnato a volare più alto delle lacrime e della cattiveria. Hai vissuto danzando e sei morto al passo di danza. Grazie perchè tutti noi possiamo danzare la vita al ritmo che era in te”.

E così è stato nel momento del saluto finale, con i palloncini bianchi e blu che salivano al cielo: un ponte tra terra e cielo come è stata la vita di Fede.
Sabrina Grilli

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