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Comunità socialista:
"Bene il congresso del PSI"

Apprezzamento da parte della Comunità socialista cremasca, per quanto emerso dal congresso del Partito Socialista Italiano, che si è svolto la scorsa settimana a Roma, con la conferma del segretario Enzo Maraio, e la presenza di numerosi ospiti. “Un’assise decisamente confortante le nostre recenti scelte locali, compresa quella verso la ricostituzione di una organizzazione di valenza provinciale, formalmente aderente al Partito Socialista Italiano”, scrive per la Comunità socialista cremasca, Virginio Venturelli, rispetto al dibattito e alle risoluzioni congressuali.

“In un sistema politico sempre meno identitario, popolato da simboli e nomi anonimi, ci ha fatto piacere registrare il rilancio della grafica e della cultura socialista presente in tutta Europa, tranne che in Italia. Per noi, i termini socialista, demonizzato nel corso della falsa rivoluzione giudiziaria degli anni ’90, insieme a quello liberale, contraddistinguono principi e valori tutt’altro che obsoleti nella società odierna. Abbiamo condiviso i pericoli ambientali in corso, nonché i correttivi proposti nel sistema produttivo per il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050-2060, i timori per le ulteriori disuguaglianze che deriveranno dall’incremento della digitalizzazione tra i Paesi, considerando che ancora circa 3,7 miliardi di persone non hanno ancora accesso a Internet, infine le preoccupazioni sulla sostenibilità dello stato sociale a fronte dell’invecchiamento della popolazione, di una sempre più ridotta quota di lavoratori, e l’incremento delle risorse necessarie per i servizi e le cure assistenziali. Nella discussione congressuale particolare rilievo hanno avuto altri temi – sottolinea nella nota la Comunità socialista cremasca – lavoro, istruzione e formazione, bisognosa di risorse, senza dimenticare il grande tema della sanità e del sistema sanitario regionale, da ripensare alla luce dell’esperienza pandemica”. Per la Comunità socialista cremasca, qualche perplessità, rispetto ai rapporti futuri del PSI, pur motivate dalle vigenti regole elettorali: “Uno stretto rapporto di collaborazione con le forze appartenenti al socialismo europeo (Partito Democratico e Articolo Uno), aperto, ove praticabile, alla costituzione di alleanze unitarie tra le forze liberali, riformiste, ambientaliste e radicali, (Più Europa, Azione, Italia Viva), purchè saldamente collocate nel centro sinistra. Due prospettive oggettivamente un po’ diverse – fa osservare Virginio Venturelli – bisognose entrambe di ulteriori verifiche rispetto alla salvaguardia del ruolo autonomo del PSI e del suo agire politico, rivendicato in tutti gli interventi ascoltati”.

Ma il risultato che emerge dal congresso romano del PSI, per la Comunità socialista cremasca, rappresenta una cornice di riferimento ideale, affinché possa riprendere il dialogo con gli amministratori socialisti, presenti all’interno delle varie liste civiche, nei comuni della provincia di Cremona. “Le ragioni del nostro invito formulato nel 2020, si sono ulteriormente irrobustite e decisamente maggiore è la necessità di un confronto sullo stato della collaborazione tra i piccoli comuni, sulle priorità infrastrutturali, sul sistema socio sanitario locale, sull’ambiente e la sicurezza dei cittadini. L’esaltazione del civismo alternativo ai partiti può anche portare all’elezione di buoni sindaci – conclude Virginio Venturelli – ma le esigenze del nostro territorio, oggi esigono più cultura politica collettiva, non meno.

i.g.

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