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Crisi Governo, Pizzetti: "Premier
coerente, M5s irresponsabile"

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha annunciato nel corso del Consiglio dei Ministri di questa sera, giovedì 14 luglio, l’intenzione di rassegnare le proprie dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo che nel pomeriggio il Movimento 5 stelle è uscito dall’Aula del Senato, di fatto non votando la fiducia posta sul dl aiuti.

Dimissioni poi effettivamente presentate in serata a Mattarella. Dopo un primo colloquio definito “interlocutorio” avvenuto prima del cdm, il premier ha incontrato di nuovo il presidente della Repubblica per rimettere il mandato, ma Mattarella ha respinto le dimissioni invitando Draghi a tornare in Parlamento per rendere comunicazioni e fare una “valutazione della situazione nella sede propria”.

 Luciano Pizzetti, deputato cremonese del Pd, intervenuto nel tg di Cremona1, ha spiegato: “Il presidente del Consiglio ha ritenuto inaccettabile il comportamento del Movimento 5 stelle: ne ha preso atto e pur avendo una maggioranza sufficientemente ampia è stato coerente con gli impegni presi quando ha accettato l’incarico sulla maggioranza e sul programma: se quella maggioranza viene meno, viene meno anche il programma”.

“E’ stato – ha aggiunto – un grande atto di coerenza che mette con le spalle al muro l’irresponsabilità dei 5 stelle dopo cinque anni di governo. Sono stati l’unica forza sempre al governo e questa scelta mette alla luce il fallimento della loro azione governativa e l’elevato livello di irresponsabilità, soprattutto in un momento come questo. Rischiamo infatti di perdere una grossa parte dei fondi del PNRR: questo è il lascito del Movimento 5 stelle”.

Gli scenari che si erano delineati nel pomeriggio lasciavano prefigurare un altro epilogo per il mandato di Draghi premier. “Una crisi nella peggiore tradizione della storia repubblicana”, ci aveva detto lo stesso Pizzetti. “Un partito dichiara di voler stare nel governo, ma allo stesso tempo non vota la fiducia al Governo. Questa crisi arriva in una fase complicata, in cui la guerra continua, la pandemia ha una recrudescenza e se non viene fatta la legge di bilancio nei tempi prescritti perdiamo una parte consistente dei fondi del Pnrr, il che vuol dire che finora  abbiamo lavorato per nulla”.

Non si parla ancora di elezioni anticipate, i partiti stanno dicendo di tutto in queste ore. Ma per Pizzetti sarebbe auspicabile sciogliere il parlamento avendo messo al riparo la legge di bilancio, a fine dicembre, per poi andare al voto entro marzo quando termina la legislatura.

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