Economia
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Meno occupati a Cremona rispetto
al 2019, crescono gli inattivi

Il dato emerge da un report di Confartigianato Lombardia

Il prolungamento della guerra in Ucraina e l’amplificazione della crisi energetica potrebbero interrompere il percorso di recupero della recessione causata dalla pandemia. Già nei primi quindici giorni di marzo 2022, a livello nazionale, risultano in netto aumento le attese sulla disoccupazione da parte dei consumatori e, tra la imprese, si osserva un diffuso peggioramento delle attese sull’occupazione. Per aprile 2022 le entrate previste dalle imprese lombarde, rispetto ad aprile 2021, segnano un rallentamento per il manifatturiero (-9,8%) e per le costruzioni (-31,3%), mentre salgono nei servizi (+12,5%), trainate dalla forte crescita dei servizi legati al turismo. Lo evidenzia un report di Confartigianato Lombardia.

Gli occupati in Lombardia nel 2021 sono 4 milioni 333mila, crescono dello 0,4% rispetto al 2020 (+17 mila unità) ma non hanno recuperato i livelli pre-pandemia del 2019 (-2,7%) cumulando un calo di oltre cento mila occupati (-119 mila unità). Particolarmente critica la situazione provinciale di Cremona: infatti, considerando le province lombarde, il tasso di occupazione rispetto al 2019 recupera solo a Lodi mentre si rileva una più alta difficoltà di recupero per Pavia (-3,2%), Lecco (-3) e Cremona (-2,8). Il tasso di inattività peggiora, rispetto al 2019, registrando crescite più sostenute a Mantova (+3,7 %), Pavia (+3,2), Lecco (+3,1) e anche a Cremona (+2,9%).

Rispetto al 2019 (pre-crisi), nel 2021 si rileva una particolare difficoltà degli indipendenti che registrano un -7,2% (-6,4% a livello nazionale), mentre è più contenuta e pari al -1,5% la flessione dei dipendenti. A livello settoriale, in termini di occupati, recuperano i livelli pre-crisi solo le costruzioni (+10,6%) mentre sono in ritardo il manifatturiero esteso (-3,6%) e i servizi (-3,8%). In termini di genere si registra una diminuzione diffusa con gli uomini a -3,5%, in maggior ritardo rispetto alle donne -1,6%.

“L’attuale situazione di incertezza globale destabilizza le nostre imprese – commenta Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia – e le rende più caute nel fare investimenti a lungo raggio. Questo atteggiamento prudente inizia a mostrare ricadute anche sulla determinazione di ampliare il capitale umano delle aziende e da qui il dato, che già oggi si rileva per alcuni settori chiave dell’economia regionale, di un rallentamento delle dinamiche occupazionali. Oltre all’instabilità del contesto (fattore esogeno, ma determinante per chi intraprende) – prosegue Massetti -, gioca un ruolo importante il caro bollette e la fatica a reperire la materia prima, che peraltro fa segnare prezzi da capogiro. A fronte di tutto ciò, vale la pena sottolineare che le figure che le aziende cercano e ritengono nodali per affrontare un momento come questo faticano a trovarsi sul mercato”.

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