Cronaca
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Finalpia, Bonaldi chiude al prestito
e lancia "fundraising responsabile"

Sulla questione Finalpia è intervenuta anche la sindaca di Crema Stefania Bonaldi che ha sottolineato come “il merito vero sembra essere passato in secondo piano, invece è su quello che occorre porre attenzione: la Fondazione ha necessità di una “iniezione di liquidità” di almeno 200mila euro, per sottrarsi al rischio imminente di default e affrontare con serenità le valutazioni dei prossimi mesi, ma gli istituti bancari, al momento, non sono disponibili ad erogare prestiti, non potendo contare l’Opera Pia su una convenzione garantita (non lo è ad ora quella con Hyma) e dunque su entrate sicure, ancorché essa possa vantare un patrimonio immobiliare solido, per un valore di diversi milioni di euro”.

Per questo il presidente Pagliari (con il quale, Bonaldi ha voluto tranquillizzare i capigruppo, “i momenti di confronto sono stati costanti già dalle prime settimane”) sottopone anche al Comune la richiesta di un prestito. Dalle prime verifiche “già operate con la Segreteria e la Ragioneria Generale del Comune, che comunque approfondiremo”, questa operazione sembrerebbe preclusa per la sindaca, “in quanto, come stiamo ripetendo da tempo, la Fondazione Finalpia è un Ente non controllato né partecipato dal Comune di Crema: vero che il sindaco ne nomina l’organo amministrativo, ma lo fa semplicemente in quanto soggetto esponenziale della Comunità cittadina e non come Organo controllante”.

Il Comune ha già erogato un prestito a suo tempo alla Fondazione, per 50 mila euro, ma si è trattato di “una iniziativa una tantum, la cui replica , secondo i dirigenti Comunali, potrebbe aprire scenari di criticità”.

Per tale ragione, se non saranno percorribili le opzioni che il Comune ha “il dovere di valutare a fondo nelle prossime settimane”, la sindaca intende “proporre al presidente Giorgio Pagliari ed al CdA, da subito disponibile a mettermi al loro fianco, di lanciare un appello per ottenere un “prestito d’onore” raccogliendo possibili benefattori del territorio: chiedere a chi intenda sostenere il salvataggio di un bene che giustamente riteniamo “patrimonio della città”, di anticipare una somma, a titolo di prestito infruttifero, che il CdA si impegnerà a restituire, non appena messa in sicurezza la Fondazione”.

Una “forma responsabile di fundraising, che consentirebbe al CdA di poter affrontare i prossimi mesi con quel minimo di solidità e di serenità che consentano di non assumere scelte obbligate o avventate e di valutare invece ogni possibile opzione che miri a salvare il patrimonio, pagare i debiti e mettere la Fondazione in sicurezza, anche immaginandone, come si era già ritenuto di fare nel recente passato, una possibile futura alienazione, al fine di mettere in campo nel Cremasco, con i proventi ottenuti, risposte adeguate per le fragilità sociali del territorio”.

Raccogliere 200 mila euro “a rendere” è “certamente una sfida non facile, ma non è nemmeno una missione impossibile, considerate le caratteristiche del tessuto socio economico e produttivo cremasco e sono pronta, se il Presidente lo riterrà, ad affiancarlo da subito per contattare possibili Benefattori che abbiano a cuore il futuro di Finalpia”.

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