Cronaca
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New Design: anche quest’anno
l’Istituto Munari sarà presente

Alla dodicesima edizione del concorso “New design”, promosso dal Ministero dell’Istruzione e rivolto agli studenti del triennio dei Licei Artistici al fine di promuoverne, incoraggiarne e sostenerne le potenzialità progettuali, saranno presenti tre lavori dell’Istituto Munari: due per la sezione di design, ed uno per quella di architettura, che verranno esposti ad ottobre presso la Biennale di Venezia. In particolare, Line Shine della classe 4 design, al quale hanno partecipato gli studenti Zoe Barborini, Elisabetta Colombi, Demis Frosi, Melissa Passerini, Elisabetta Paterlini. Il Passaggio Sociale, sempre per la classe 4 design, con gli studenti: Leonardo Cremonesi, Irene Forner, Greta Giroletti, Lorenzo Pilone, Sergio Soliz.

Ed infine, Il Padiglione Errante della classe 4 architettura, con gli studenti Lorenzo Bonaventura, Francesco Inzoli, Matilde Milanesi. Al concorso hanno partecipato 80 scuole italiane, ognuna delle quali ha presentato fino ad un massimo di 10 progetti. Il comitato tecnico scientifico del concorso ha poi selezionato 91 progetti e tra questi, i tre della scuola cremasca, seguiti dalle docenti Sabrina Grossi, Barbara Belloni e Elena Barbaglio. Tema dell’edizione 2021: “Concordia civium murus urbium” – Design per i beni culturali, salvaguardia, tutela, protezione, promozione, valorizzazione.

I progetti presentati. Il territorio della provincia protagonista nei progetti Line Shine e Il Passaggio Sociale: per quanto riguarda il primo, i ragazzi hanno preso quale riferimento il santuario di Ariadello, comprendendo il santuario e la sagrestia nello stile originario, nell’ala già esistente un museo enogastronomico ed al piano superiore un’intera stanza degustazioni. Le nuove strutture comprendono: la zona studio/biblioteca, collegata al primo piano, la zona museale/espositiva, da una rampa con scaffalature per i libri, studiata per essere agibile anche dai visitatori diversamente abili. In tutte le strutture, si utilizzano strisce in led come fonte di luce, oltre a quella naturale e come unione di natura ed architettura, un giardino centrale riprende le forme della struttura.

Per il secondo progetto, il riferimento è il Teatro Sociale, progettato dal Piermarini e fulcro storico della città di Crema, interamente distrutto da un incendio, con unica traccia presente, la piccola porzione di edificio in piazza Marconi, che il progetto intende trasformare in un archivio per riportare alla luce ed esporre le testimonianze documentali raccolte nel corso del tempo.

Il Padiglione Errante. Per quanto riguarda questo progetto si intende un luogo espositivo per l’arte contemporanea, ma anche una forma che si muove simbolicamente nel tempo e fisicamente nello spazio. Un volume parallelepipedo, riferimento all’arte del passato, che poi si apre in modi sempre nuovi, trasformando il proprio aspetto. Ma la forma semplice da cui il nuovo si è originato rimane a sostenerlo, come l’arte della tradizione costituisce un fondamento indispensabile di quella contemporanea.

i.g.

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