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Pergolettese, il presidente
Marinelli inibito fino
al 31 marzo 2021

Mano pesante del Giudice Sportivo  nei confronti della Pergolettese dopo il match perso nella giornata di sabato 28 novembre contro il Renate. Marco Palermo, espulso per proteste nel corso del primo tempo, è stato squalificato per due giornate ” per comportamento offensivo verso l’arbitro”. Inoltre, il presidente Massimiliano Marinelli è stato inibito a svolgere ogni attività federale fino al 31 marzo 2021, oltre ad essere stato sanzionato con un’ammenda di 2.500 euro.
Marinelli, si legge nella motivazione, “durante la gara, si introduceva indebitamente nel recinto di gioco rivolgendo all’arbitro e ai suoi collaboratori reiterate frasi offensive e minacciose. L’arbitro veniva costretto a sospendere la gara per allontanarlo dal recinto di gioco. Il Signor Marinelli dopo essersi rifiutato più volte e dopo aver reiterato insulti e minacce veniva allontanato dagli addetti alla sicurezza. In tutte le suddette circostanze il medesimo non indossava alcun supporto di protezione richiesto dal vigente protocollo sanitario”.

Il presidente ha quindi voluto commentare la decisione: “Sono particolarmente amareggiato da quanto è stato deciso dagli organi di giustizia sportiva nei miei confronti e che mettono discredito anche alla società da me presieduta. Non voglio assolutamente passare per un presidente che dà del cattivo esempio, e nemmeno di uno che si permette di esprimere minacce. Non ho mai minacciato nessuno in vita mia  e nemmeno sabato l’ho fatto; me ne sarei vergognato”.

Marinelli prova poi a ricostruire l’accaduto: “Non è assolutamente vero che sono stato portato via dal personale preposto alla sicurezza nello stadio e non mi pare che l’arbitro abbia sospeso la partita in quel frangente: la gara era a gioco fermo. Dopo 5 gare nelle quali, secondo me, abbiano subito numerosi torti arbitrali, protesti per una espulsione ingiusta, causata da una frase detta in un momento di tensione agonistica assolutamente non offensiva o blasfema (confermata anche da un calciatore della squadra avversaria vicino all’azione)   ti ridicolizzano e ti inibiscono: risultato, 2 giornate di squalifica  per il nostro giocatore e 4 mesi di inibizione a me: questa non è giustizia sportiva”. “Adesso – conclude il numero uno gialloblù – valuterò con la società i passi necessari da fare per un eventuale ricorso: una sentenza, secondo me, sproporzionata per i fatti realmente accaduti.”

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