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Comportamenti responsabili
e immunità di gregge possono
aiutare nella seconda ondata

(foto Sessa)

“La grave esposizione al virus (delle province di Cremona, Bergamo, Brescia e Lodi, nda) durante la prima ondata può aver immunizzato la maggior parte della popolazione contribuendo ad una diffusione più lenta del virus durante la seconda ondata”. A metterlo nero su bianco è lo studio condotto da tre economisti dell’Università di Bergamo (Paolo Buonanno, Sergio Galletta e Marcello Puca), per il momento messo a disposizione solo di MedxRiv (qui lo studio completo), la piattaforma su cui vengono anticipati i contenuti delle ricerche non ancora sottoposte alla valutazione dei revisori delle riviste scientifiche.

A mancare, dunque, è ancora un giudizio da parte del mondo scientifico, ma il lavoro è stato ingente e soprattutto si tratta di una delle prime teorizzazioni pubblicate in uno studio scientifico circa una sorta di immunità di gregge per le province lombarde più colpite durante i primi mesi della pandemia, Cremona inclusa. Gli economisti bergamaschi stimano che a seguito della prima ondata dell’emergenza Covid sia stata infettata il 36% della popolazione nella nostra provincia (a Bergamo il 40%, a Lodi il 29% e a Brescia il 19%). Incrociando i dati relativi alle morti in eccesso registrate nel corso della prima ondata con i numeri dei contagi verificatisi nei due mesi compresi tra l’1 settembre e l’1 novembre, i ricercatori hanno riscontrato un calo del 30% delle nuove infezioni nelle aree più colpite dal coronavirus tra l’inverno e la primavera scorsi.

Oltre al discorso relativo all’immunizzazione della popolazione, i firmatari non escludono anche un ruolo dei comportamenti sociali, maggiormente responsabili nelle zone più colpite dalla prima ondata. “Non possiamo – si legge anche – districare in modo convincente se l’effetto sia dovuto a una sorta di immunità di gregge o a una risposta comportamentale degli individui”. “Sebbene – concludono infine i tre economisti – i risultati debbano essere interpretati con cautela, suggeriscono che i responsabili delle politiche e le autorità sanitarie dovrebbero collaborare per progettare misure di contenimento adattate solo su piccole entità geografiche”.

mt

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