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Finalpia, Pd: 'Necessaria
una riflessione sul
futuro della ex colonia'

Lettera scritta da Antonio Geraci e Jacopo Bassi - Pd Crema

Il PD di Crema in merito alle vicende giudiziarie che hanno visto coinvolte la società C.H.&R. che, dal 2015 al 2019, ha gestito la struttura alberghiera di Finale Ligure, ritiene opportuno e necessario rimarcare come i fatti siano, “in modo inconfutabile, tutti interni alla società e che la Fondazione Opera Pia e tutti i membri del suo C.d.A. ne siano completamente estranei. Va inoltre ricordato che l’assegnazione della gestione della struttura di Finale Ligure alla C.H.&R. è avvenuta a seguito di un bando pubblico, da parte del tribunale di Milano”.

Il segretario cittadino del Pd Antonio Geraci e il capogruppo in Consiglio Jacopo Bassi sottolineano poi come resti da definire quale sarà il futuro dell’immobile di Finale Ligure, che “benché sia ancora, affettuosamente, chiamato “Colonia” dai cremaschi, da almeno 20 anni è diventato un albergo a 4 stelle, la cui gestione è stata, negli anni, sempre più complessa e problematica”.

“Proprio su questo aspetto ci chiediamo se abbia ancora senso che una Fondazione, il cui statuto ha in oggetto l’attenzione e la cura degli anziani e dei minori, sia proprietaria di un immobile destinato ad un uso alberghiero a 4 stelle. Perché se è vero che gli utili degli introiti della gestione alberghiera data in appalto potrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere reinvestiti nel nostro territorio è pur vero che quell’immobile ha altissimi costi di manutenzione straordinaria che, inevitabilmente, finiscono per drenare buona parte, se non tutti, i ricavi derivanti dalla gestione stessa. E ponendoci ulteriori interrogativi ci piacerebbe alimentare un dibattito pubblico con l’obiettivo di individuare nuove prospettive per il futuro”.

Nessuna soluzione pronta: “Ci limitiamo ad avanzare proposte atte a stimolare spunti di riflessione che vogliamo condividere con le altre forze politiche e tutti i soggetti che potrebbero essere coinvolti per unire capacità, risorse e competenze in modo da individuare l’avvio di un percorso che il C.d.A. della Fondazione, con l’autonomia gestionale che lo caratterizza, possa intraprendere per il proprio rilancio. Un percorso che punti a dare maggiore attenzione all’infanzia e agli anziani, le due fasce d’età per le quali bisognerebbe avere maggiore cura, soprattutto dopo la drammatica pandemia che stiamo ancora attraversando. In questo contesto riteniamo che l’idea di una alienazione della struttura di Finale e l’utilizzo delle risorse, così ricavate, in una nuova attività che sia più vicina all’oggetto dello statuto della Fondazione non dovrebbe suonare come un tabù, ma piuttosto essere seriamente presa in considerazione, considerando tutti gli aspetti, sia tecnici sia di carattere socioeconomico nonché le ricadute positive per la nostra città”.

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