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Niente visite dei famigliari
in Rsa: rischio di un nuovo
trauma per i degenti

Lettera scritta da Comitato Verità e Giustizia per gli ospiti delle Rsa - Crema
La decisione della Regione Lombardia, con ordinanza n.620 del 16.10.2020, di vietare l’accesso alle RSA ai familiari, caregiver e conoscenti ha dei risvolti molto negativi sulla vita degli ospiti e diventa un deterrente per coloro che volessero essere ricoverati.
Il rischio è che questo nuovo trauma per i ricoverati in RSA sia molto difficile da superare.
Come sostiene la dottoressa Francesca Nota, psicologa genovese, esperta nella formazione degli operatori sociosanitari e nella riabilitazione e potenziamento cognitivo, “A che pro sopravvivere da un punto di vista fisico se poi viene a mancare l’aspetto emotivo, relazionale, familiare e di sostegno? Per alcuni ospiti il vuoto vissuto è stato talmente forte che non c’è stato niente che sia stato in grado di compensare questa mancanza e si sono lasciati morire”.
Come Comitato ci auguriamo che non debba ripetersi quello che è accaduto durante il lockdown, perché la presenza dei familiari, anche se distanziati da un plexiglass, piuttosto che da una vetrata, oppure da una porta a vetri, comunque potendosi vedere, compensa notevolmente i vissuti di abbandono e di solitudine.
I pazienti fragili non hanno modo di elaborare in modo cognitivamente consapevole quanto gli succede, non riescono ad esprimere il disagio con la parola, allora lo fanno peggiorando i loro disturbi del comportamento, con una maggiore ansia, una maggiore aggressività e apatia.
Il nostro Comitato non mette in discussione la necessità di proteggere gli ospiti dal Covid, ritiene però che, come sostiene il dottor Giuseppe Gigliobianco, portavoce del Comitato Parenti di Cremona Solidale, bisogna proteggere gli ospiti dalla solitudine che può essere per loro altrettanto letale.
Per esempio,alla Casa di Riposo Emilio Biazzi a Castelvetro, i parenti potranno accedere alla passerella laterale del salone principale, che è dotato di lunghe vetrate, potranno così interagire dall’esterno con i propri cari che si troveranno all’interno del locale.
Crediamo che in via Zurla sia possibile effettuare questa modalità di incontro utilizzando le vetrate del salone bar, questo potrà dare sollievo ai degenti anche se non sarà possibile il contatto fisico.
Attendiamo un Vostro cortese riscontro alla nostra proposta che, con le giuste precauzioni, permetterà di mantenere una relazione tra ospiti e parenti.

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