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Riflessioni
sul nuovo
anno scolastico

Lettera scritta da Prof.ssa Barbara Pozzi e Dott.ssa Maria Giovanna Ruffoni - Dipartimento Scuola, sezione Fratelli d’Italia Crema

A qualche settimana dalla ripartenza della scuola, è giunto il momento di una piccola riflessione proveniente da più parti, perché la scuola è sì finalmente ricominciata, ma con più bassi che alti. Si spera che i nostri ragazzi e adolescenti possano continuare a vivere nella socialità e nell’apprendimento, nonostante tutte le persistenti difficoltà. Oltre alla scuola dell’obbligo, non ci si deve dimenticare degli studenti universitari, anche loro protagonisti di un continuo rimbalzo didattico e burocratico e di un generale “lassez faire”.

Prof.ssa Barbara Pozzi: “Quando inizia la scuola per noi docenti è come iniziare un nuovo cammino insieme ai nostri studenti, sperando con gli strumenti adatti e necessari, di poter valorizzare ogni singolo alunno. Quando invece devi lavorare percorrendo una strada ad ostacoli… beh allora tutto sembra più difficile e problematico. Ecco quello che sta accadendo. Dopo mesi senza la didattica in presenza, ci si trova catapultati in un contesto scolastico in cui mancano gli strumenti basilari: aule, banchi, rete Wi-Fi, trasporti non adatti, mascherine di protezione non sufficienti, personale non docente assente, insegnanti di sostegno in numero non adeguato. Il post Covid, che richiede un distanziamento fisico, già difficile fra i giovani, non può comportare anche un distanziamento mentale, perché ciò che non è stato organizzato nei mesi passati, non può magicamente materializzarsi in due settimane. Pare che chi dovesse e sottolineo dovesse occuparsi di queste problematiche, come la ministra dell’istruzione, non ne sia assolutamente consapevole o peggio non conosca le dinamiche didattiche che intercorrono all’interno di un istituto scolastico fra docenti e studenti. L’istruzione è disciplinata e tutelata dalla nostra Costituzione Italiana, artt. 33/34 Cost, e deve essere garantita! La realtà è che le responsabilità sono state delegate a NOI docenti, anche se la buona volontà e la professionalità non mancano. Senza i mezzi e gli strumenti utili, il cammino appare impervio e con tanti ostacoli”.

Dott.ssa Maria Giovanna Ruffoni: “Un nuovo anno accademico è in molte università già iniziato, in altre comincerà a breve. Le linee guida tra le varie facoltà sono differenti, gli atenei si sono attrezzati per continuare in parte in presenza e in parte con la didattica a distanza. Adattabilità e capacità di innovarsi sono le parole chiave degli studenti universitari, che hanno sperimentato da casa una sessione di esami al Pc monitorati e video registrati, laboratori su piattaforme web e i “fortunati”, una discussione di laurea e proclamazione virtuale! Gli studenti Erasmus non hanno fatto esperienza perché costretti al rimpatrio o non partiti. Gli studenti iscritti al master hanno continuato da remoto un’esperienza didattica che si svolge il più delle volte in ambienti lavorativi. A pensarci quante occasioni perse, perché l’università è prima di tutto vivere in una comunità, apprendere e formarsi umanamente e il poterci ritornare una volta alla settimana dispiace. Tuttavia, questo è quanto prescritto per la prevenzione di tutti, ma l’anno accademico che verrà sarà un’ulteriore bella sfida. Gli studenti universitari fuori sede non ritorneranno nei loro vecchi appartamenti. Molti corsi di laurea hanno visto una drastica riduzione di iscritti, non avendo garanzie sulla frequenza in aula, e il peso ricadrà sulle rette al fine di garantire tutti i servizi. La maggior parte delle aule negli atenei è stata ristrutturata e fornita di webcam per garantire la diretta streaming delle lezioni, a tutti è permesso seguire da remoto qualsiasi lezione e a gruppi alterni è permesso accedere in aula. L’assegnazione dei giorni di permesso per l’entrata ai gruppi è un meccanismo randomico che non tiene conto delle relazioni umane consolidate. Molte criticità permangono, indicativamente fino alla fine di ottobre ci si muoverà un po’ a tentoni. L’anno passato ci ha catapultato in una didattica a distanza con pochi strumenti, si è oramai più pratici, ma le difficoltà sono state veramente molte e molte altre ne incontreremo”.

 

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