Cronaca

Flussi di traffico, in Consiglio mozione non passa. Scintille Beretta (Fi) e Draghetti (M5s)

Scintille durante il primo Consiglio comunale post-lockdown. Nel pomeriggio di lunedì si sono scontrati in Sala Ostaggi il consigliere grillino Manuel Draghetti e il forzista Simone Beretta, durante la discussione della mozione (protocollata dal M5s) che proponeva un nuovo studio dei flussi di traffico in città e una pianificazione per rendere Crema “una smart city a tutti gli effetti”.

Uno scontro sì sul tema, tanto caro a Draghetti che chiede di pensare a “strumenti per il decongestionamento e monitoraggio in real time e una programmazione puntuale degli interventi volti ad alleggerire il traffico urbano. In città – ha proseguito – ci sono situazioni inaccettabili, a partire da via Cadorna, la zona di San Bartolomeo, via Piacenza o via Libero Comune. E’ necessario, parallelamente, rivedere il trasporto pubblico locale, dato il palese fallimento del MioBus”. E in seguito allo studio analitico di traffico, si renderebbe utile avviare un confronto tecnico/politico con esperti e consiglieri.

A rispondere per primo al rappresentante pentastellato, il capogruppo della civica di Maggioranza Franco Lopopolo, che ha elencato le tante azioni dell’Amministrazione e dell’assessorato di competenza volte in questa direzione. “Ricordo, e tengo a sottolineare, come Crema sia stato il nono comune italiano ad adottare il Pums, nel 2016”.

Gli altri consiglieri di Opposizione non hanno negato il problema del traffico, ma l’hanno più volte circoscritto “agli orari di ingresso e uscita delle scuole”. Antonio Agazzi (Forza Italia) si è detto “scettico sull’applicazione di questi studi”, aggiungendo che “probabilmente il superamento della barriera ferroviaria sarà utile in tal senso”.

Andrea Agazzi, capogruppo della Lega, ha ammesso che “il problema è di certo sentito dai cremaschi, ma non comprendo il senso di presentare una mozione che permette alla Maggioranza di elencare tutto quanto fatto di buono in questi anni. E pensare di eliminare il traffico è poco realistico, così come dire ‘c’è traffico la mattina’ significa buttarla in caciara”.

Un realismo apprezzato dall’assessore alla Viabilità Fabio Bergamaschi: “Sul piano politico si può non trovarsi, ma questo tema va affrontato senza pregiudizi ideologici. Il disconscere che esista una pianificazione degli interventi sulla viabilità è disconoscere un dato di realtà. Ogni intervento di natura urbanistica viene accompagnato da determinati studi: questo lo sottolineo per difendere l’operato della parte tecnica del comune. Una continua reiterazione di studi non credo sia corretta anche nell’ottica della gestione del patrimonio pubblico. Inoltre – ha chiosato – per quanto concerne il trasporto pubblico, in vista della scadenza del contratto con il TPl Cremona-Mantova, anticipando altri comuni, Crema ha proposto la subordinazione della proroga contrattuale al ripristino della corriera San Bernardino-Ombriano. C’è piena consapevolezza delle difficoltà e si lavora per rispondere ai bisogni dei cittadini”.

La stoccata finale a Draghetti è arrivata però da Beretta che, lapidario, ha affermato: “Queste proposte mettono in imbarazzo tutta la Minoranza. Non le comprendo e trovo impossibile il fare studi di traffico ogni pie’ sospinto: costano, e non sono una priorità. Mi chiedo anche perché il Governo centrale, di cui il M5s fa parte, proponga elevati incentivi per l’acquisto di automobili e in quest’aula ci si trovi sempre a discutere di mobilità sostenibile”.

I toni si sono accesi e Beretta ha calcato la mano, in risposta ad un post che Draghetti aveva pubblicato sulla propria pagina social all’indomani del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che il forzista ha giudicato “irrispettoso”; allo stesso modo il capogruppo grillino ha chiesto l’espulsione di Beretta dalla Sala Ostaggi dopo “dichiarazioni dai toni inaccettabili”. Dopo diverse interruzioni, da parte di entrambi, negli interventi dell’altro, è intervenuto il presidente Giossi e in aula è tornata la calma.

La mozione, con 18 voti contrari, non è passata.

Ambra Bellandi

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