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Il giallo di Crema, il responso:
i resti trovati nell'auto
carbonizzata sono umani

Il sopralluogo di Garofano

Sono resti umani, quelli che in tarda mattinata sono stati analizzati all’Istituto di medicina legale di Milano dagli esperti incaricati dalla procura sul caso di Sabrina Beccalli, la mamma di 39 anni scomparsa a Ferragosto il cui corpo è stato cercato dappertutto nelle scorse settimane dai carabinieri subacquei e dai vigili del fuoco. Questa mattina il team di esperti affiancati dai consulenti della difesa di Alessandro Pasini, il presunto assassino, e della famiglia, hanno analizzato una trentina di piccole ossa e tessuti, e cioè quanto rimasto nella Panda carbonizzata di Sabrina (una parte è già stata incenerita perchè considerata di un cane), e i primi accertamenti dicono che le ossa appartengono ad un essere umano e non ad un cane, tesi, quest’ultima, sostenuta da ben due veterinari, Giuseppe Casirani, dell’Ats Valpadana, e Luigi Taccani, professionista privato. Ora si procederà ad effettuare l’esame del Dna che stabilirà se quei resti sono di Sabrina, come ormai sembra certo. Per avere i risultati sarà necessario attendere poco più di una settimana.

Che si trattasse di Sabrina, lo ha sempre sostenuto il suo presunto omicida che ha solo ammesso di aver dato l’auto alle fiamme con all’interno il corpo dell’amica, a suo dire morta per overdose.  Per la procura, invece, sarebbe stato lui ad ucciderla nell’appartamento della sua ex dove i due si erano incontrati per consumare droga. Forse dopo un avance sessuale respinta.

Al lavoro per esaminare i resti c’erano il medico legale Cristina Cattaneo, Debora Mazzarelli, del laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano, e il tossicologo Domenico Di Candia, affiancati dal consulente Angelo Grecchi per il legale della difesa Paolo Sperolini, e il generale Luciano Garofano, ex comandante del Ris, insieme al friulano Edi Sanson, esperto di scene del crimine, per l’avvocato della famiglia di Sabrina, Antonino Andronico. Il 14 settembre gli esperti si recheranno nell’officina di Offanengo per esaminare l’auto carbonizzata.

Nei giorni scorsi il consulente della difesa Angelo Grecchi aveva individuato tra i resti una clavicola umana, mentre da una foto della mandibola mostrata informalmente dal legale della famiglia ad un odontoiatra forense, sembrava quella di un cane. Diverso il parere di un altro odontoiatra interpellato dalla difesa di Pasini che aveva invece affermato trattarsi di un reperto umano.

Il generale Garofano e il consulente Angelo Grecchi: “Sono pochi resti. I primi accertamenti sembrano dimostrare che si tratti di resti umani. Ovviamente, bisognerà fare altri accertamenti, bisognerà fare il Dna, però i primi esiti non sembrano lasciare dubbi”. “Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere de visu i singoli reperti — ha spiegato Grecchi —, mentre i veterinari si sono trovati davanti ad un corpo carbonizzato. Io già quando ho visto le immagini fotografiche, ho notato questo osso che aveva tutte le sembianze di una clavicola e a questo punto l’ho segnalato all’avvocato Sperolini”. La posizione di Pasini, tuttavia, non cambia: “Abbiamo il massimo rispetto per le sue dichiarazioni”, ha detto Garofano, “ma queste dichiarazioni andranno verificate. Non dimentichiamo che oltre all’indagine tecnico – scientifica, c’è tutta una parte dichiarativa testimoniale. E non dimentichiamo che nell’appartamento della ex di Pasini ci sono delle tracce di sangue che possono suggerire una certa dinamica”.

L’avvocato Sperolini: Che quei resti fossero umani “ce lo aspettavamo”, ha detto l’avvocato Paolo Sperolini, legale di Alessandro Pasini. “Il mio cliente ha sempre detto la verità sin dall’inizio. Una verità scomoda, che andava contro i suoi interessi, ma comunque la verità, che andava accertata. Così è stato fatto. Ora attendiamo anche l’esito degli esami tossicologici. Pasini non aveva alcun motivo di uccidere Sabrina. I due si sono trovati, come tante altre volte, per consumare droga, ma questa volta è finita nel peggiore dei modi. Il mio assistito ha commesso un reato grave, e cioè quello di aver bruciato il corpo, ma non ha commesso l’omicidio”.

L’avvocato Andronico: “La famiglia Beccalli è sconcertata e addolorata nel sapere che buona parte dei resti della propria congiunta sia stata smaltita in una discarica come si trattasse di un cane”.

Intanto proseguono gli accertamenti sul telefono di Sabrina, trovato durante le ricerche, e su quello dell’indagato, così come le analisi sul tubo del gas della caldaia dell’abitazione del presunto omicidio (la casa della ex di Pasini) e i controlli sui distributori di benzina del territorio cremasco per ricostruire le ore in cui l’auto della vittima è stata data alle fiamme. Nei giorni scorsi, durante i sopralluoghi del Ris, era stato trovato sangue nella casa della ex di Pasini, in particolare in bagno e sul pianerottolo, mentre nell’abitazione dell’indagato, passata al setaccio con il luminol, erano state trovate tracce ematiche su un paio di ciabatte. Le indagini, curate dagli uomini dell’Arma con il coordinamento della procura, hanno portato subito all’individuazione dell’indagato. In questo senso la famiglia Beccalli ha più volte espresso la propria fiducia nell’operato dei carabinieri.

Sara Pizzorni

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