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Sindaco, renda pubblici i dati
della Fondazione Benefattori
relativi al periodo emergenza Covid

Lettera scritta da Comitato Verità e Giustizia per gli ospiti delle Rsa - Crema

Egregia Dottoressa Bonaldi,

come Comitato Verità e Giustizia Ospiti RSA Crema, le veniamo a chiedere di rendere pubblici i dati relativi al periodo d’emergenza Covid, forniti dalla Fondazione Benefattori Cremaschi ai capigruppo del Consiglio comunale, ma con la condizione e la pretesa di non divulgarli.

Riteniamo che condividere con la cittadinanza quei dati, sia di fatto una legittima operazione di trasparenza nei confronti di chi vuole rappresentare la dignità delle 130 persone decedute nelle strutture gestite dalla Fondazione, altresì dare informazione su come sia stato gestito il personale delle strutture durante il periodo pandemico, debba essere atto doveroso per comprendere quali siano state le debolezze, le carenze e le criticità subite, malgrado l’indefessa opera laboriosa attuata da tutti gli operatori .

Questa operazione di trasparenza assume sicuramente significato nel processo di riflessione e comprensione dei fatti, che permetterebbe  ulteriormente di crescere e migliorare nel nostro stare insieme, come persone e come Comunità, come da Lei espresso in uno scritto, commentando circostanze e fatti di cronaca avvenute a Crema.

Esigere trasparenza ed informazione da un gestore di pubblico servizio, che percepisce i contributi pubblici per l’IDR, per l’hospice e per i contributi regionali a favore degli ospiti della RSA, è cosa regolamentata dalla                legislazione italiana e comunitaria  e dalla giurisprudenza consolidata, che estendono l’ambito di applicazione del diritto di accesso, oltre che alla pubblica amministrazione, ai gestori di pubblici servizi e la Fondazione è un gestore di pubblico servizio( Legge 07/08/1990,241/1990, articolo 23 ambito di applicazione del diritto di accesso).

Ricordando che nel concetto di pubblica amministrazione, tenuta a concedere l’accesso ai documenti, sono compresi tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato, limitatamente alla loro attività di pubblico interesse (TAR Sardegna, Cagliari, Sez. II 28.03.2013,n°255; TAR Puglia, Lecce, Sez.II, 5.10.2012, n°1641).

Riteniamo inaccettabile e da stigmatizzare il comportamento della FBC che nega o stabilisce come gestire, ad amministratori pubblici il diritto alle informazioni, ma poi batte cassa al Comune per le difficoltà economiche in cui la Fondazione si trova ad operare.

Noi le chiediamo altresì di subordinare la concessione del contributo IMU, all’avvio di un’azione di trasparenza da parte della Fondazione, iniziando anche con il rispondere alle legittime domande dei Sindaci di due Comuni del nostro territorio, come a quelle altrettanto legittime dei cittadini aderenti al Comitato, che intende rappresentare la memoria e la dignità delle 130 persone decedute nelle strutture, persone che hanno diritto alla verità e alla giustizia, su quanto accaduto.

 

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