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Severgnini a Bocelli: 'Venga
con me a parlare con i medici
e gli infermieri di Crema'

Il giornalista cremasco Beppe Severgnini si è unito alle repliche ad Andrea Bocelli per le perole che quest’ultimo ha pronunciato a un convegno al Senato, affemando che “conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? C’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare”.

Dichiarazioni che hanno sollevato un polverone di polemiche e reazioni, anche politiche, soprattutto in quelle province – come Cremona – dove il virus ha colpito numerose famiglie.

Il cantante ha detto di essere stato frainteso: “Sono stato definito un negazionista; eppure mi sono speso fin dal primo giorno per aiutare chi era in difficoltà. Con la fondazione che porta il mio nome abbiamo cercato di recuperare subito tutto quello che serviva, poi sono venuto a Milano per fare preghiera per tutti e anche per dimostrare che la paura è la sola cosa di cui bisogna avere paura. Deve essere su questo fatto che sono stato un po’ frainteso”.

Ma Severgnini non ci sta, e sul proprio profilo Twitter posta una foto dell’ospedale di Crema, con lo striscione che era stato appeso durante il lockdown a sostegno del personale sanitario: “Caro Bocelli, lei non è stato frainteso. Ha partecipato al convegno sbagliato dicendo cose sbagliate nel modo e nel momento sbagliato. Venga con me a parlare con i medici degli ospedali di Crema, Cremona, Lodi. Non si sentirà ‘umiliato e offeso dal lockdown’, ma orgoglioso”.

ab

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