Un commento

Polemica sulle dichiarazioni di
Bocelli. Piloni: 'Chieda scusa.
Era invitato a Pianengo'

Hanno suscitato sconcerto le parole pronunciate dal cantante Andrea Bocelli che ieri, in Senato, ha partecipato ad un convegno organizzato dall’onorevole Vittorio Sgarbi. “Io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità? C’è stato un momento in cui mi sono sentito umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine e devo confessare pubblicamente di aver disobbedito a questo divieto che non mi sembrava giusto e salutare”.

Sconcerto e, in un territorio come il nostro, che ha visto la vicinanza con il primo focolaio e un indice di contagio elevatissimo, senza contare la situazione creatasi nelle Rsa della Lombardia, anche rabbia.

Le reazioni della politica locale non si sono fatte attendere, a partire dal sindaco Bonaldi che sul proprio profilo Facebook ha scritto: “Sarai pure un cantante stimato, ma in questo caso, caro il mio Bocelli, un bel tacer non fu mai scritto. Per rispetto ai 35mila morti conclamati e alle altre decine di migliaia di persone (nomi e volti, non numeri) comunque decedute senza una diagnosi puntuale e per tutte le loro famiglie. Per rispetto agli operatori sanitari negli ospedali, nelle case di cura e sui territori, molti dei quali ci hanno rimesso la vita e in ogni caso hanno vissuto mesi indicibili e faticosissimi. Per rispetto a tutti gli operatori dei servizi essenziali, dei commercianti, delle commesse dei centri commerciali, delle forze dell’ordine, dei lavoratori delle azienze pubbliche o private che non hanno potuto chiudere. Per rispetto ai cittadini seri, che sono la maggioranza, ed hanno rispettato le regole, a costo di sacrifici immani, familiari, economici, professionali. Per questo, caro Bocelli, statti zitto, o, se proprio vuoi far sentire la tua voce, allora canta”. 

 

Dello stesso tenore le parole dell’ex parlamentare Franco Bordo e del consigliere regionale Dem Matteo Piloni, che invita il cantante a chiedere scusa: “Bocelli era stato invitato a partecipare alla serata di sabato a Pianengo, all’intitolazione della piazza del Comune alle vittime del virus. Non è venuto perché impegnato l’indomani a un convegno di negazionisti. E meno male che non è venuto, perché dopo ciò che ha detto dovrebbe vergognarsi. E chiedere scusa. E’ il minimo”. 

Non solo politici, ma anche semplici cittadini, gente comune che ha perso un parente, un amico, per (con, a causa del) coronavirus si è sentita profondamente offesa dalle parole del cantante che nel giorno di Pasqua, in pieno lockdown, ha cantato da solo nel Duomo di Milano in segno di vicinanza a tutti gli italiani.

Bocelli, in seguito alla polemica che ha scaturito il suo intervento al convegno, ha detto di essere stato frainteso.

ab

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Commenti
  • Nicolini Gualtiero Walter

    Uno degli imbocelli da aggiungere ai tanti