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Draghetti su Finalpia: 'Perso
un anno per arrivare alla
conclusione del M5s'

Pare che per la struttura di Finalpia non ci sia altra soluzione che la vendita. A spiegarlo il portavoce del M5s Manuel Draghetti: “Durante una conferenza dei Capigruppo della scorsa settimana lo abbiamo appreso dal Presidente della Fondazione Opera Pia e Climatica Cremasca Onlus, Pierpaolo Soffientini che già l’anno scorso aveva chiesto ai Consiglieri Comunali e all’opinione pubblica di aprire un confronto su come si dovesse procedere: aprire un nuovo bando per una nuova gestione oppure vendere la struttura”.

Un confronto che, secondo quanto riporta Draghetti “non è mai avvenuto. Il Cda della Fondazione ha quindi agito autonomamente, senza aver acquisito alcun parere dall’organo Consiliare e dalle Forze Politiche che rappresentano i cittadini cremaschi, volendo tentare un nuovo bando di affidamento di gestione”.

“Venne dichiarato più volte, mezzo stampa, che tutto stava andando come previsto e che presto ci sarebbe stata la nuova assegnazione. Invece settimana scorsa il Presidente della Fondazione ha comunicato ai Capigruppo che ogni tentativo di nuovo affidamento di gestione è sfumato, in quanto il soggetto maggiormente accreditato per gestire la struttura, alla fine, avrebbe voluto incredibilmente ritrattare l’intera condizione dei 24 anni del periodo di durata di gestione, non limitandosi quindi ad una eventuale rimodulazione dei tempi  riferiti soltanto alla prima stagione a causa dell’emergenza COVID”.

Il costo dell’IMU annuale della struttura corrisponde a 94.000 euro; vi è poi una tassa regionale per usufruire di un passaggio obbligato che ammonta a 5.000 euro annui. “Con l’accordo inizialmente raggiunto (e poi rifiutato) con il soggetto maggiormente accreditato, ci sarebbe stato un rientro dai debiti attuali (circa 350.000 €) in 5-6 anni. Il nuovo gestore avrebbe concesso, come finalità “sociale” per i cremaschi 10 camere libere, dal 21 settembre in poi, con uno sconto del 30 % sul solo pernottamento, senza nemmeno la colazione, con costi comunque elevatissimi per un hotel a 4 stelle in Liguria. Proposte irricevibile per persone a basso reddito, soprattutto se anziane. Il valore della struttura potrebbe aggirarsi attorno ad una cifra tra gli 8 e i 10 milioni di euro”.

“Riteniamo che sia poco produttivo per la comunità di Crema possedere un hotel di lusso, in un’altra Regione, in una posizione poco adatta alle persone anziane (alle quali avrebbe dovuto rivolgersi), con ritorni economici che, fino ad oggi, non hanno avuto alcun effetto sulle tante decantate opere di reinvestimento nel Sociale. La vendita dell’immobile è la soluzione migliore, così che si possano reinvestire sul territorio di Crema non pochi milioni di euro da far fruttare per opere Sociali concrete, verificabili ed attuabili direttamente sul nostro territorio, senza dover aspettare quelle poche centinaia di migliaia di euro all’anno di affitto, col rischio anche di non riceverli, come capitato negli ultimi anni, con il fallimento della gestione”.

Il M5S Cremasco, con il portavoce Comunale Manuel Draghetti ed altri due attivisti, andò direttamente anche a verificare lo stato della struttura il 21 gennaio scorso, per poter avere contezza dello stato dell’arte della stessa. Il Presidente Soffientini ha avanzato la richiesta di necessità immediata di liquidità al Comune di Crema per una cifra di circa 50.000 euro, con la quale si dovrebbero pagare i manutentori e le persone che hanno custodito la struttura, blindare la struttura, fare una polizza assicurativa ed una perizia per una stima del valore di mercato della struttura. Il M5S Cremasco valuterà se accordare l’anticipo di 50.000 euro richiesto dalla Fondazione per le esigenze di cui sopra.

“Nel frattempo non si può non notare come si sia perso un anno per provare a concretizzare un’operazione che il M5S Cremasco aveva già detto, tempo addietro, essere poco fattibile. I ricavi che si potranno ottenere dalla vendita dell’immobile, si spera il prima possibile, dovranno essere reinvestiti sul nostro territorio per finalità sociali, con un progetto posto all’interno di una visione complessiva del territorio, condiviso dalla politica e dalla cittadinanza”.

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