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Celebrati i 246 anni della
Finanza: il bilancio di un anno
tra lotta all’evasione e al Covid

La Guardia di Finanza di Cremona ha festeggiato il 246° Anniversario della fondazione del Corpo, con una breve cerimonia e nel rigoroso rispetto di tutte le misure di contenimento previste per l’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La giornata celebrativa si è aperta con la deposizione di una corona di alloro, in forma congiunta, da parte del Prefetto di Cremona Vito Danilo Gagliardi e del Comandante Provinciale – Colonnello Cesare Maragoni, alla lapide commemorativa dei Caduti del Corpo, collocata presso il cimitero civico di Cremona, per rendere omaggio e ricordare tutte le Fiamme Gialle che hanno sacrificato la loro vita per la Patria.

Le celebrazioni sono poi proseguite presso la Caserma “Dino Campagnoli”, sita in via Zara 6, alla presenza del Comandante Provinciale, dei Comandanti di reparto, dei militari del Comando Provinciale di Cremona e di una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia. Il Colonnello Maragoni ha quindi rivolto alle Fiamme Gialle Cremonesi espressioni di apprezzamento soprattutto per la professionalità, la tenacia, l’equilibrio e lo spirito di sacrificio dimostrati nell’assolvimento dei propri doveri durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.

IL BILANCIO OPERATIVO DEL 2019

Sono oltre 300 gli interventi operativi conclusi dai Reparti della Guardia di Finanza di Cremona nel 2019.

Sono state 285, invece, le indagini delegate al Corpo, nello stesso periodo, dalle Autorità Giudiziarie ordinaria e contabile della Regione, in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni, illeciti doganali e traffici di prodotti petroliferi sono alcuni dei fenomeni più gravi, pericolosi e diffusi sul territorio provinciale su cui si sta concentrando l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi.

Sono stati scoperti 102 soggetti denunciati per reati fiscali (principalmente, emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili), di cui 3 arrestati. I sequestri di patrimoni in possesso degli evasori ammontano a 5,2 milioni di euro.

I casi di evasione fiscale internazionale scoperti, principalmente riconducibili a stabili organizzazioni occulte, estero-vestizioni della residenza fiscale e illecita detenzione di capitali all’estero, sono in tutto 9, mentre nel campo delle frodi all’IVA poste in essere mediante fatture false e società fantasma ed in quello delle indebite compensazioni di debiti tributari e previdenziali con crediti IVA fittizi, i casi scoperti ammontano a 20.

Nel contrasto all’economia sommersa sono stati individuati 56 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso nel complesso circa 21 milioni di euro di IVA, nonché 32 datori di lavoro che hanno impiegato 171 lavoratori in “nero” o irregolari.

Ammontano, invece, a 20 gli interventi nel settore delle accise.

Nel settore dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 21.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la trasparenza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse destinate al benessere della collettività, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.

Sono 79 gli interventi svolti lo scorso anno a tutela dei principali flussi di spesa pubblica, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 8 deleghe d’indagine concluse su delega della Magistratura ordinaria e 3 deleghe svolte per la Corte dei Conti.

Le frodi scoperte dai Reparti in danno del bilancio nazionale e comunitario, ivi comprese quelle in materia di spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, sono state pari a circa 1,35 milioni di euro, con un numero di persone denunciate complessivamente pari a 20 e proposti sequestri di patrimoni in possesso dei responsabili di truffe pari a 700 mila euro.

Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite alla Magistratura contabile per circa 800 mila euro, a carico di 19 soggetti.

Con riferimento alle indebite percezioni del “reddito di cittadinanza”, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria 4 soggetti.

Passando, più in generale, al settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 2 persone per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA

La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione e degli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità organizzata ed economico-finanziaria, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico-finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase post emergenza.

In applicazione della normativa antimafia, sono state sottoposte ad accertamenti economico-patrimoniali 26 persone fisiche e 4 persone giuridiche ed ammonta a circa 200 mila euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti all’Autorità Giudiziaria per il sequestro, mentre i provvedimenti di confisca operati hanno raggiunto la quota di 39 milioni di euro.

Tali misure ricomprendono l’esecuzione di sequestri di prevenzione, ai sensi del Codice Antimafia, per circa 110 mila euro, conseguenti allo svolgimento di accertamenti nei confronti di un soggetto connotato da “pericolosità economico-finanziaria” che per condotta e tenore di vita debba ritenersi che viva abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da attività delittuose a contenuto economico – finanziario, come quelle di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc.

È continuata, altresì, la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale.

Complessivamente sono stati eseguiti 1.400 accertamenti a seguito di richieste pervenute dai Prefetti della Repubblica per le verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia.

Inoltre, dallo sviluppo di indagini di polizia giudiziaria, è scaturita la denuncia di 5 persone per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, 1 delle quali è stata arrestata. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato a 100 mila euro, mentre sono state effettuate proposte di sequestro per circa 700 mila euro.

Sul fronte della prevenzione, i Reparti della provincia hanno proceduto all’analisi di 120 segnalazioni di operazioni sospette, inoltrate da intermediari finanziari e professionisti ai sensi della normativa antiriciclaggio.

Con specifico riguardo ai reati fallimentari, sono stati effettuati 6 interventi, denunciati 9 soggetti di cui 4 tratti in arresto.

In tema di sicurezza prodotti, di contrasto alla contraffazione, al falso made in Italy e all’illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d’autore, i Reparti cremonesi hanno eseguito 31 interventi e svolto 10 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sequestrando circa 18.000 prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione “made in Italy” o non sicuri.

CONTROLLO DEL TERRITORIO E CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI

Il controllo del territorio e delle vie fluviali che attraversano la provincia è assicurato attraverso un dispositivo d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti territoriale e navale. In tale contesto assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla Guardia di Finanza lungo il fiume Po mediante l’opera dell’unità navale che nel corso del 2019 ha effettuato oltre 40 crociere navali.

BILANCIO OPERATIVO DELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID

A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, il Corpo ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, anche on line, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.

Più in dettaglio, dai primi segnali della grave emergenza sanitaria che ha diffusamente colpito la Lombardia, tutti i Reparti del Corpo sono stati impegnati, sotto il coordinamento della Prefettura, nell’attuazione delle misure di contenimento disposte dall’Autorità di Governo.

Dallo scorso mese di marzo i Reparti della Guardia di Finanza della provincia hanno sviluppato oltre 600 servizi di pattugliamento, impiegando oltre 1200 militari e 500 mezzi, svolgendo circa 900 controlli per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia: 18 i soggetti, a vario titolo, denunciati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.

La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine. Oltre 50 mila i dispositivi di protezione individuale sottoposti a sequestro.

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