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Disservizi postali
Ombriano-Sabbioni.
I cittadini aspettano risposte

Lettera scritta da Tino Arpini

Tre anni fa un efficiente ufficio postale, quello di Ombriano, è stato soppresso perché, secondo Poste Italiane, quei cittadini potevano “comodamente” recarsi in quello dei Sabbioni che, nel frattempo, veniva insediato ex novo nel complesso dell’Housing sociale di via Cabrini. Dopo tanti mesi di difficoltà, alcune risolte, quali la giacenza delle raccomandate da ritirare a mano, piuttosto che il pagamento delle pensioni in contanti erogate a rate, altre tutt’ora irrisolte, come la mancanza di un servizio sistematico di trasporto urbano, si pensava ad una stabilizzazione del servizio. Invece, improvvisamente, senza troppe spiegazioni e senza un termine, il nuovo ufficio è chiuso da due mesi. L’unico cartello affisso dice semplicemente di collegarsi al sito www… per sapere quale sia l’ufficio più vicino. Mi piacerebbe sapere quanti avranno cercato questo www… per sapere dove recarsi; la cosa più ovvia è che tutti si rivolgano all’Ufficio centrale di piazza Madeo. Così “comodo” da raggiungere e “pratico” per parcheggiare, usando un eufemismo.

Il tutto in un periodo nel quale sono rigorosamente vietati gli assembramenti, si obbliga il più grosso quartiere cittadino, quello appunto di Ombriano-Sabbioni, con i suoi 10.000 e oltre abitanti, ad addensarsi presso le Poste centrali dove, sia la gente che attende, sia gli addetti al servizio, sclerano per un nunnulla e discutono innervositi, cause lo stress del servizio e le regole di distanziamento per il virus Covid 19.

Ho interpellato un dipendente veterano per avere maggiori chiarimenti, ma pare che nessuno sappia i motivi e tantomeno i tempi dell’eventuale riapertura di via Cabrini. Mi viene da dubitare che la nuova struttura non sia sufficientemente protettiva per gli addetti; ma con facilità si sarebbero potuti mettere dei pannelli in plexiglass quale barriera fra utente e addetto. Forse Poste Italiane non ha lo stesso interesse che tanti piccoli bar o ristoranti stanno dimostrando di avere nella prospettiva di essere presto autorizzati a riaprire in sicurezza le proprie attivita? Certamente si; operando in monopolio di servizio si fa prima a scomodare l’utenza.

Una ulteriore domanda che mi sovviene è se il Sindaco sia stata preventivamente informata, se conosca l’eventuale problematica, se abbia qualche prospettiva temporale di questo disservizio. E come mai il tutto avviene nel più totale silenzio da parte dell’Amministrazione? Gli unici mormori e rimbrotti vengono da chi si vede moltiplicare le proprie difficoltà (trasporto pubblico, lesinare un passaggio, usare comunque l’autovettura privata, trovare parcheggio, allungare le code, perdere ore) per assolvere ad un’operazione amministrativa in sé semplicissima.

I cittadini auspicano un chiarimento

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