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Regione conferma: 2 contagi
nel cremonese, donna di Sesto
lavora per un'azienda cinese

Sono al momento 39 i contagiati da coronavirus in Regione Lombardia e tutte le situazioni di positività che la Regione sta riscontrando hanno avuto contatti nei giorni 18 e 19 febbraio con l’ospedale di Codogno, che quindi si conferma come focolaio. Lo ha detto l’assessore alla Sanità Giulio Gallera nella conferenza stampa in Regione, delle 14,30, accanto al presidente Attilio Fontana.

La 38enne di Sesto Cremonese (una delle due persone positive della nostra provincia, oltre a un uomo di Pizzighettone) era in ospedale a Cremona da qualche giorno e, ha detto Gallera, il suo percorso è stato quello già visto in altre circostanze: le persone si recano al pronto soccorso dove vengono riscontrati sintomi influenzali lievi, la rx toracica è negativa, quindi ritornano a casa dove però la situazione si aggrava. A quel punto c’è un secondo accesso, stavolta con ricovero, al pronto soccorso e il tampone può rivelare, come in questo caso, la presenza del virus. La 38enne, che lavora per un’azienda cinese, aveva un collegamento con un lavoratore del presidio di Codogno, quindi la sua infezione è correlata a quella del focolaio.

“Nelle ultime 36 ore abbiamo investigato tutti i contatti avvenuti tra i primi sei casi. Le altre persone positive sono o pazienti o personale sanitario o parenti dei primi casi”, ha detto Galera. 259 i tamponi finora eseguiti di cui di volta in volta, coi tempi tecnici, vengono controllati i risultati. 35 dei casi positivi provengono dall’area codognese, due da quella cremonese, altri due da Pavia, tra cui una pediatra che si era recata all’ospedale di Codogno per una rx. Il giorno 20 inoltre è stata rinvenuta nel proprio domicilio una donna di 77 anni deceduta in casa, già affetta da altre patologie: al momento non si è in grado di sapere se la morte sia stata causata dal virus o da altro.

Al momento non vengono estese al resto della Regione le misure di contenimento dei contatti (assembramenti, manifestazioni, chiusura negozi ecc) contenute nell’ordinanza di ieri che riguarda i dieci comuni del Lodigiano. Per quanto riguarda il presunto ‘caso 0’, risultato negativo al test, ci vorrà una serie ripetuta di esami prima di poter accertare la presenza di anticorpi che possano confermare il passaggio del virus nel suo organismo. g.b.

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