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Ambiente: fontanili e piante
come antidoto efficace
all'inquinamento ambientale

Stefano Loffi (direttore del Consorzio Irrigazioni Cremonesi) e la dott.ssa Rita Baraldi (direttore CNR di Bologna)

“Terre e acque cremasche: un patrimonio da salvaguardare”. Si è svolto questa mattina il convegno dedicato all’ambiente e territorio, rivolto agli amministratori del Cremasco. In sala Ricevimenti a palazzo comunale erano presenti alcuni sindaci del distretto e consiglieri comunale di Crema. Relatori della conferenza la dott.ssa Rita Baraldi (direttore CNR di Bologna) e Stefano Loffi (direttore del Consorzio Irrigazioni Cremonesi).

Un momento di riflessione sul tema dell’ambiente e, in particolare, sul patrimonio del Cremasco: i fontanili. Loffi ha ricordato che questa preziosa struttura “non si alimenta per sé stessa, ma necessita manutenzione e conservazione”. La tutela è affidata anche alle comunità locali, sindaci in primis, che hanno il dovere di assicurarsi che “l’acqua venga utilizzata in modo intelligente e che il fontanile venga rispettato sia nella sua funzione primaria – quella di garantire acqua al territorio – sia in quella ambientale di centro di biodiversità”. I problemi, come sostiene il direttore del Consorzio Irrigazioni Cremonesi, sono tanti: i fontanili si stanno riducendo, alcuni si sono seccati e ono stati abbandonati a sé stessi. E’ dunque necessario intervenire sia a livello normativo, dove però le Amministrazioni locali possono fare ben poco, ma soprattutto “a livello di sensibilità territoriale, da parte anche di cittadini e agricoltori”.

Il convegno ha spaziato anche, più in generale, sul problema ambientale e dell’inquinamento delle città. Ad intervenire in merito la dott.ssa Baraldi che ha effettuato una carrellata dei prcessi fisiologici grazie ai quali le piante riescono a trattanere i gas tossici (come l’ozono) e le polveri sottili, offrendo anche alcune indicazioni di quali specie utilizzarle e come mantenerle. “Tutte le piante producono benefici per l’ambiente e le persone – ha spiegato l’agronoma – ovviamente se vengono mantenute correttamente. Nel nostro territorio si lavora con tigli, frassini, cerri, bagolari, albero di giuda, liquidambar…”

La piantumazione non è certo la panacea a tutti i mali, ma certamente può aiutare ad abbatere la concentrazione di anidride carbonica, i gas serra e quelli tossici, oltre alle Pm10: “La sensibilità delle Amministrazioni locali negli ultimi 10 anni è aumentata. A Bologna – ha concluso la dott.ssa Baraldi – abbiamo lavorato ad un progetto europeo per la messa a dimora di alberi ed arbusti e, globalmente, la qualità dell’aria è migliroata”.

Il Comune di Crema, prossimamente, organizzerà un incontro aperto alla cittadinanza sui temi ambientali.

Ambra Bellandi

 

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