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I sindaci, i partiti
e lo sviluppo
del Cremasco

Nei prossimi giorni si terrà a Crema una incontro pubblico sul ruolo dei sindaci del Cremasco al fine di ricercare ulteriori elementi di unità di visione amministrativa in vista di proposte di gestione il più possibile unitaria del territorio. Sarebbe sbagliato pensare di alimentare strumentali motivi di separatezza fra le amministrazioni locali e il riferimento ai partiti che rimangono fra i pochi strumenti in grado di attenuare l’impulso alla frammentazione politica e sociale sia nel Paese come nei territori.

Potrebbe essere invece l’occasione per riprendere a ragionare su quale futuro dare a Crema e al Cremasco. Per parte nostra ci chiediamo:” Dove sta andando l’economia e quindi il lavoro e l’occupazione del nostro territorio?” Da troppo tempo e’ in atto una forzatura esterna al Cremasco in direzione dello sviluppo della grande distribuzione commerciale che consuma molto territorio ma offre una occupazione di basso livello e precaria. Salvaguardare il territorio in termini di crescita zero significa evitare sprechi, recuperare l’esistente e salvaguardare l’ambiente. E’ notizia attuale dell’inserimento di nuove realtà commerciali in città . Pare continuare una disattenzione nei confronti di un potenziamento della presenza imprenditoriale industriale e in particolare di carattere meccanico ed elettronico, che una volta era invece caratteristica nel nostro territorio. Un impulso in questa direzione avrebbe bisogno di idee chiare da parte delle forze politiche che sappiano indirizzare le singole realtà amministrative locali senza lasciarle ad una gestione del territorio spesso indotta, improvvisata e parcellizzata. Si potrebbe anche, in proposito , pensare ad un fondo a rotazione finanziato dalle banche locali coordinate dal Circondario cremasco. Potrebbe essere utile al riguardo un incontro di Reindustria con i vari soggetti del settore produttivo e i rappresentanti degli Istituti di credito presenti in città.

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