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'Basta cemento. Si recuperino
le aree dismesse per farne nuovi
insediamenti abitativi'

Lettera scritta da Mario Lottaroli - Residente nel quartiere di Santa Maria della Croce

Sono comparsi all’improvviso, presenze indesiderate, fastidiose seppure inerti, i cartelli piantati in fondo a Via Antonio Montanaro, quartiere di Santa Maria della Croce, con la scritta “TERRENI EDIFICABILI IN VENDITA”, terreni fertili, buoni per l’agricoltura.
Per quanti sforzi faccia, non riesco a trovare senso e razionalità (se non dal punto di vista della proprietà) in questa nuova iniziativa immobiliare.
A Crema ci sono tantissimi appartamenti sfitti o da ristrutturare, aree industriali dismesse, in un caso o nell’altro, situazioni che si prestano ad azioni di recupero per nuovi insediamenti abitativi.
Nonostante gli evidenti guasti al clima e all’ambiente, prosegue la sconsiderata cementificazione del territorio e della regione (la Lombardia è tra le prime in Europa per inquinamento atmosferico e consumo del suolo), si continua a costruire e a depauperare il verde urbano e agricolo.
In fondo di che stupirsi? Questo è il pianeta governato dall’irrazionalità: ad una umanità sofferente, a cui occorrerebbero pace, lavoro, medicine e scuole, si risponde con ingenti somme stanziate per armi sempre più sofisticate e potenti.
Occorrerebbero alberi, spazi verdi e politiche serie, non più rinviabili in difesa dell’ambiente ed invece continuano le colate di cemento e di asfalto, dimenticando che “non abbiamo ereditato la terra dai nostri genitori, l’abbiamo avuta in prestito dai nostri figli”.

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