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Ricordo di Maurizio Noci

Lettera scritta da Antonio Agazzi - Capogruppo Forza Italia a Crema

Gentilissimo Direttore,
ricordare, da parte mia, Maurizio Noci significa rendere testimonianza del fatto che la buona politica consente il sorgere di autentici rapporti di amicizia e stima tra persone che si incontrano nelle Istituzioni e sono accomunate dall’obiettivo di servire il bene comune, muovendo da orizzonti ideali, valori e convinzioni legittimamente differenti, anzi direi necessariamente differenti, perché lo richiede il ‘gioco democratico’.
Ebbene, io incrociai l’On.le Maurizio Noci nel mio primo mandato consiliare: era il 1990 e anche nella nostra provincia nascevano le cosiddette ‘Giunte anomalie’, incentrate sull’inedita collaborazione tra DC e PCI, che escludeva i socialisti: apripista fu il Comune di Casalmaggiore, seguito dal Comune di Cremona; a Crema, invece, la DC – del cui Gruppo Consiliare facevo parte – scelse di confermare la tradizionale alleanza con il PSI, non senza fatica: una parte del Partito avrebbe preferito attuare anche a Crema la linea politica che si andava concretizzando a livello provinciale e, inoltre, il bicolore DC-PSI disponeva di 20 Consiglieri – allora il Consiglio Comunale di Crema constava di 40 eletti -, per cui fu inevitabile coinvolgere l’unico rappresentante del Partito dei Pensionati, ventunesimo e, quindi, determinante; criticità che, per altro, sarebbero emerse tutte successivamente…
In ogni caso, si insediò l’Amministrazione guidata da Walter Donzelli (DC) e io mi trovai in Maggioranza con figure del calibro, appunto, di Maurizio Noci, Guido Torriani – Capo Gruppo del PSI, un sodalizio politico e amicale davvero splendido tra i due, diversi per temperamento ma mirabilmente complementari -, Ermete Aiello, all’opposizione, l’On.le Fiorenzo Maroli, il Sindaco emerito Franco Augusto Galli e quello in carica Walter Donzelli, nel mio Gruppo Consiliare. A me, ventunenne, apparivano dei ‘giganti’: non credo di averLi mitizzati, erano proprio persone attrezzate culturalmente, politicamente, amministrativamente e, sicuramente, in questo fatto risiede la ragione principale di una mia certa severità nel giudicare la qualità delle successive assemblee consiliari di cui ho fatto parte. Ricordo interventi solidi, documentati, di persone preparate e Maurizio – non da solo – univa a un bagaglio di esperienza invidiabile, il carisma indiscutibile, l’acutezza politica, la vis polemica, la grande passione, sempre schietto nei giudizi, certamente mai ipocrita. Ci ritrovammo, in seguito, anche su ‘sponde opposte’, quando Lui, nel 1997, fu eletto in seno alla Maggioranza del Sindaco Claudio Ceravolo, tornando in Consiglio Comunale, io riconfermato in Minoranza; ebbene, anche in quel caso, il Suo fu un apporto leale ma critico, al contempo: del resto, come avrebbe potuto omettere di esercitare il proprio vaglio, rispetto agli atti amministrativi su cui era chiamato a pronunciarsi, uno della Sua tempra che, per giunta, era stato amministratore locale, Sindaco, Parlamentare della Repubblica, Sottosegretario di Stato?
Da notare che, oltre a Lui e prima di Lui, solo l’On.le Lodovico Benvenuti (DC), tra i Cremaschi, era assurto a un incarico governativo; inoltre, si trattò di una ‘delega’ – quella all’Agricoltura e alle Foreste – cruciale per una provincia come la nostra, in cui il comparto agroalimentare rappresentava e rappresenta ancora oggi un segmento economico centrale.
Tuttavia, se è pur vero che ho imparato a stimare a Maurizio Noci nelle Istituzioni, i ricordi più belli mi derivano da incontri e chiacchierate molto più recenti, al bar, presente il Suo fedelissimo amico Rosario, che Gli è stato vicino in modo davvero prezioso e commovente. Ogni volta che Lo raggiungevo – grazie a qualche amabile ‘soffiata’ – e parlavo con Lui – già segnato dalla malattia – dell’attualità politica pareva recuperare all’istante le energie, gli occhi tornavano a brillare, emergevano tutta la Sua passione e competenza politiche, la lucidità delle Sue analisi/valutazioni e anche di qualche consiglio al sottoscritto…
Indimenticabili i Suoi racconti: era una miniera di aneddoti, di testimonianze, grazie a una memoria granitica e a un vissuto che L’aveva portato a intessere relazioni a importanti livelli. Di questi momenti – per me una vera e propria ‘scuola di formazione’ – Lo ringrazio di cuore; ma, naturalmente, Lo ringrazio, in cima a tutto, per il servizio reso alla nostra città, alla nostra provincia, alla Repubblica, lungo tutto il corso della Sua vita piena.
Abbraccio la moglie Manuela, il figlio Mario, il nipote Mattia, tutti i familiari e gli amici, la comunità socialista cremasca, che ha avuto l’onore di avere in Lui una guida illuminata.

Antonio Agazzi

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