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Il problema
del randagismo
a Crema

Lettera scritta da Piero Lodetti

Caro Direttore,
faccio un appello a favore delle “gattare”, donne (uomini mai, giovani nessuno) che 365 giorni l’anno, estate e inverno, portano, spesso a loro spese, acqua e cibo ai gatti randagi di Crema, occupandosi anche della loro sterilizzazione e svolgendo così un lavoro di contenimento delle nascite.
Ho accompagnato una di loro nel suo giro serale in quattro postazioni di pochi gatti ciascuna: appena lei arriva, in bicicletta, compaiono subito, la conoscono, la aspettano.
Le piccole cucce dove Ornella lascia il cibo sono poco visibili ma comunque malviste da qualche abitante della zona, cucce per dormire quindi non ce ne sono.
In Città i gatti randagi in qualche modo censiti dalle “gattare” sono un centinaio. La presenza del gattile comunale di Crema (attivo da circa quattro anni) non ha modificato sostanzialmente la situazione. Il gattile ha una capienza di 70 gatti ma ne ospita circa la metà, quando è interpellato da cittadini che chiedono ospitalità per gatti abbandonati, risponde sempre di non avere posto, né volontari, né soldi sufficienti.
Certa di interpretare il pensiero di molti chiedo all’Amministrazione Comunale se intende attivarsi in qualche modo tenendo presente che il Sindaco è individuato come unica autorità di controllo e tutela degli animali liberi presenti sul territorio (DPR 31/3/79 art. 3).
Auspico con quest’appello che sia valorizzata la figura delle “gattare” che svolge un lavoro prezioso per la Comunità.
Inoltre mi auguro che possa crescere il numero di volontari sia presso il gattile sia in collaborazione con le “gattare”.

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