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M5S Cremasco:
vendere albergo
Finalpia

Lettera scritta da M5S Cremasco
Il M5S Cremasco ha appreso, tramite gli organi di stampa, che è stato aperto un bando pubblico per un nuovo affidamento della gestione dell’albergo di Finalpia, dopo le note vicende, arrivate in tribunale, che hanno portato al ritiro delle chiavi alla gestione precedente.
Il Presidente della Fondazione Opera Pia e Climatica Cremasca Onlus, Pierpaolo Soffientini, era già stato in Commissione di Garanzia per due volte, al fine di aggiornare i Consiglieri Comunali sullo stato attuale della struttura. Aveva chiesto ai Consiglieri Comunali e all’opinione pubblica di aprire un confronto su come si dovesse procedere: aprire un nuovo bando per una nuova gestione oppure vendere la struttura. Sebbene il parere del Consiglio Comunale non fosse vincolante per la decisione da prendere, il Presidente aveva giustamente asserito che tale parere sarebbe stato preso in considerazione visto che l’albergo è un bene che fa parte della storia del territorio cremasco.
È davvero un peccato che questo dibattito non abbia potuto svilupparsi, che il parere della Politica non sia stato atteso e che si sia proceduto direttamente all’indizione di un nuovo bando.
Riteniamo che sia poco produttivo per la comunità di Crema possedere un hotel di lusso, in un’altra Regione, in una posizione poco adatta alle persone anziane (alle quali avrebbe dovuto rivolgersi), con ritorni economici che, fino ad oggi, non hanno avuto alcun effetto sulle tante decantate opere di reinvestimento nel Sociale.
La vendita dell’immobile è la strada migliore, così che si possano reinvestire sul territorio di Crema non pochi milioni di euro da far fruttare per opere Sociali concrete, verificabili ed attuabili direttamente sul nostro territorio, senza dover aspettare quelle poche centinaia di migliaia di euro all’anno di affitto, col rischio anche di non riceverli, come capitato negli ultimi anni.
Dispiace che la Fondazione Opera Pia e Climatica Cremasca Onlus abbia agito, pur se legittimamente, senza avere nessun parere dall’organo Consiliare e dalla Politica che rappresenta i cittadini cremaschi.

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