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Provincia, partecipazione
flop: Signoroni eletto con solo
un terzo dei voti ponderati

Mirko Signoroni è nuovamente stato eletto presidente della Provincia con 33.840 voti ponderati, ottenuti cioè mediante un meccanismo che rapporta il peso del voto alla consistenza demografica di ciascun comune. I due Comuni principali, Cremona e Crema, pesano dunque in misura maggioritaria sul risultato rappresentando il 31,6% del corpo elettorale, composto da sindaci e consiglieri. 919 i votanti provenienti da questi due centri, su 1305 totali.

Nel complesso, la partecipazione al voto può definirsi un disastro. Solo un terzo dei voti ponderati sono arrivati sull’unico candidato, comunque proclamato presidente di un ente, la Provincia, ormai alla deriva dopo la riforma Delrio e tutte le polemiche che sono seguite al caos delle penultime elezioni con candidati risultati ineleggibili, con dimissioni arrivate senza che il consiglio provinciale abbia mai deliberato la presa d’atto dei risultati, con ricorsi al Tar, alla Magistratura e, infine, con l’Aventino scelto da tutto il centrodestra ma anche da molti civici senza partito. A complicare ulteriormente le cose la scelta dell’unico seggio in una zona sperduta, quella via della Conca nel Porto di Cremona, a cui soltanto uno fortemente motivato al voto può arrivare.
Risultato finale: un presidente, Mirko Signoroni sindaco di Dovera indicato dai dissidenti di Forza Italia (il cremasco Beretta in primis e accettato dal Pd), eletto con un terzo dei voti ponderati, 33.840 voti su 100mila, di cui più della metà con la targa dei due grandi centri (Cremona e Crema a guida centrosinistra). Gli aventi diritto al voto erano 1305, 1014 non hanno votato e solo 281 si sono recati alle urne. E’ vero, in democrazia conta chi vota e non chi sceglie di non partecipare: ma l’Italia dei Comuni merita tutto questo?

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