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Autoguidovie linea k521 Crema Milano

Lettera scritta da Caterina lovati

Buona sera, scrivo in merito ai nuovi percorsi ed orari della linea k521 Crema Milano.
Appartengo al gruppo di pendolari che da più di 10 anni usufruisce della linea k521.
Ci sono stati sempre molti problemi.
La prima cosa che voglio riconoscere è il merito degli autisti, che con garbo hanno sempre sopportato gli utenti e soprattutto la loro dirigenza. Non conosco i loro stipendi, turni e giorni di recupero : invito gentilmente chi si occupa della ‘tutela deli lavoratori’ ad effettuare i controlli affinché gli autisti, certamente stressati dal tipo di lavoro, abbiano la possibilità di recuperare fatica e stress, garantendo la sicurezza alle persone sulle strade.
Altro argomento fondamentale : che tutti paghino il biglietto. Non è così. La azienda incarica alcuni giovani, su alcune corse, quelle dei civili pendolari, a verificare la timbratura del biglietto. Ci sono però corse intoccabili, quelle in cui mi capita ripetutamente di assistere ad aggressioni verbali e fisiche da parte dei pendolari al conducente, solo perché il conducente chiede il biglietto. Invito le Autorità a salire sulla linea k521 che, alle vecchie 1745 circa, parte da crema caricando a metà paullese, in una unica fermata, non so quante decine di persone, non italiane, a cui nessuno chiede mai il biglietto. Quando il conducente una volta lo ha fatto, una decina di loro per tutto il viaggio è stata alle spalle del conducente insultandolo, e deridendolo in lingua non italiana . E nessuno delle Autoguidovie è mai intervenuto, nemmeno dietro ufficiale segnalazione dei pendolari civili di quella linea. Sulla stessa linea, un’altra volta, ci aspettava la polizia a San donato. Le Autoguidovie non hanno mai fatto nulla in merito alla regolamentazione del pagamento del biglietto e del comportamento degli utenti. Chi non paga il biglietto continua a farlo. Serve attuare un sistema, come in tutti i Paesi civili, per cui sale chi ha il biglietto. Gli altri stanno giù. Punto e basta.
Non parliamo poi del pulman dirottato l’anno scorso con gli studenti a bordo. Tutti sanno, e chi non ricorda può leggere in internet.
Veniamo ai nuovi orari e alle nuove fermate.
Si parte ‘prima’ da Crema, si arriva ‘più tardi’ sul posto di lavoro.
Si parte da San donato o rogoredo, e si arriva più tardi a crema.
Rogoredo è un centro trafficato, con semafori macchine ambulanze pulman camion…siamo sempre in coda. Si perde un sacco di tempo. Inutile.
Quale il razionale di tutto questo?
Aumentare i tempi del viaggio, contribuire all’incremento del traffico e dell’inquinamento a rogoredo che è un centro abitato con i bimbi sui marciapiedi.
Peraltro la corsa metropolitana nel tratto San donato Rogoredo è molto più rapida del percorso fatto in pulman. Per cui, anche chi prende il treno rischia di perderlo perché il traffico stradale non è prevedibile mentre il percorso metro lo è.
E poi un’ultima cosa:stabilite le regole della ventilazione e del cambio d’aria sul pulman. Sui pulman, soprattutto a fine giornata, gli odori umani sono allucinanti. Serve aria fresca in ricambio continuo. Che evita anche che, se un utente è ammalato, il giorno dopo lo siano altre dieci persone. La ventilazione e la freschezza dell’aria sono sinonimo di salute. Non ci devono essere 30 gradi sul pulman. Né d’estate né d’inverno. Ci deve essere ricambio. Si chiama igiene. Chi ha freddo, si copre. Ma almeno non si ammala.

Per la dirigenza: prima di prendere decisioni, prendete un aereo, uscite dall’Italia, andate a vedere di persona come sono organizzati i Paesi civili. Non agite in base ad iniziative personali. Non è il caso…

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