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Padre Gigi: silenzio dal Niger
Il 17 settembre marcia e veglia
per la liberazione del religioso

Foto Sma - Società Missioni Africane

E’ passato quasi un anno dal rapimento di padre Gigi Maccalli in Niger. Era la notte del 17 settembre 2018 quando milizie armate hanno fatto irruzione nella missione di Bomoanga, nel Sahel, devastandola e portando via il sacerdote cremasco.

Da allora il silenzio. Non una lettera, una parola, una traccia di padre Gigi. 12 mesi nel tormento e nell’incertezza. E anche ora dalla Farnesina e dalle autorità del Governo del Niger tutto tace.

Padre Walter, fratello di Gigi, si aggrappa alla “speranza cristiana che possa essere rilasciato”, così come i tanti fedeli che in questi mesi hanno pregato per la liberazione del missionario originario della parrocchia di Madignano. Vegli e marce, per chiedere ai rapitori di rendere la libertà a padre Gigi, descritto da un suo confratello quale “creatore di comunità aperte alla Parola di Dio, che dà speranza di vita a tutti”. 

Nel giorno dell’anniversario del rapimento si svolgerà ancora una marcia silenziosa, partendo da Ripalta Guerina, sino ad arrivare al Duomo di Crema. Come ha spiegato padre Walter, “la scelta di Ripalta riguarda la beatificazione di padre Alfredo Cremonesi, affinché possa intercedere per la liberazione di Gigi”.

Ambra Bellandi

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