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Crisi di Governo: i commenti
della politica locale prima del
discorso di Conte al Senato

C’è attesa per il discorso del premier Giuseppe Conte, che parlerà alle 15 in Senato per discutere la crisi di Governo avviata da Matteo Salvini. Dopo questi dieci giorni di botta e risposta da parte di tutte le forze politiche, si presume che l’intervento del primo ministro sarà volto all’accusa proprio del suo vice, nonché leader della Lega.

E mentre tutte le testate nazionali vagliano i possibili scenari che si aprirebbero dopo il discorso di Conte (dal governo tecnico all’alleanza Pd-M5s), anche la politica locale esprime il proprio parere, a cominciare dal capogruppo Dem in Consiglio a Crema, Jacopo Bassi che definisce questa attuale una “fase complicata dove ogni giorno assistiamo a cambi di posizione, spesso contradditori”. Bassi aggiunge che Conte “ha fatto bene a parlamentarizzare la crisi che non va discussa a colpi di tweet. Il Pd sta facendo un’opposizione solida e prima di pensare ad eventuali alleanze è meglio seguire tutti i passaggi parlamentari”.

Sulla Lega il capogruppo del Partito Democratico non commenta leggero: “Le difficoltà di Salvini sono venute allo scoperto; lo si evince dai dietrofront di questi giorni. Dopo aver lanciato la crisi in maniera roboante (nonostante avesse appena chiesto la fiducia per il decreto sicurezza-bis), tenta ora di riallacciare con il Movimento, che pare essersi finalmente accorto delle nefandezze della Lega in materia economica e politiche dell’accoglienza”.

Dal Movimento 5 Stelle si leva la voce del consigliere Manuel Draghetti che attacca il ministro dell’Interno, reo di aver “fatto solo perenne campagna elettorale. Un leader di partito, con esclusiva sete di potere e ignaro dei più elementari meccanismi istituzionali ed economici, ha voluto aprire una crisi di Governo in piena estate, senza un vero e valido motivo. Salvini ha compiuto un folle gesto, che porterà a gravi conseguenze per tutti gli italiani che ogni giorno si alzano la mattina per andare a lavorare e guadagnarsi da vivere”.
A Conte la vicinanza del Movimento, “nonostante qualcuno abbia cercato di derubricarlo a burattino impreparato, si sta rivelando persona seria capace di governare il nostro Paese. Adesso è il momento di procedere, con la massima serietà, lungo il percorso istituzionale previsto dalla nostra Costituzione, senza farsi dettare tempi ed agenda da colui che al Governo c’era già e ha voluto uscirne, per sfuggire dalle proprie responsabilità”.
“La scelta di Salvini rappresenta ciò che voleva la maggior parte degli italiani: mettere un punto fermo a un governo che non poteva andare avanti con i ‘no'” è il commento di Andrea Agazzi, capogruppo della Lega in Consiglio che poi commenta quello che è stato il definitivo strappo tra gli alleati: il voto sulla TAV: “Erano mesi che il M5s sapeva che si sarebbe votata l’opera ma hanno comunque portato avanti la loro battaglia ideologica per recuperare gli elettori persi alle Europee.”.
“La mossa di Salvini – prosegue il capogruppo del Carroccio –  indica che il Governo va avanti solo se è in grado di proseguire con fatti concreti. La nostra speranza è quella che si possa costruire un Governo che dia all’Ialia un futuro chiaro e preciso, dicendo ‘no’ all’immigrazione clandestina e ‘si’ rispetto a opere e sviluppo”. Sul Pd il commento è lapidario: “E’ il vero partito delle poltrone, che piuttosto che rendere la parola agli italiani tenta di fare un governicchio (o governaccio) per salvarsi”.

Dopo le comunicazioni è previsto che Conte salga al Colle dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per consegnare le proprie dimissioni. Da quel momento la crisi sarà formalmente aperta. Salterà dunque – probabilmente – la riforma costituzionale del taglio dei parlamentari (la cui discussione era prevista per il 22 agosto). Toccherà quindi al Capo dello Stato gestire lo scenario politico nazionale, aprendo le consultazioni con i partiti e cercando di sbrogliare una matassa complicata. Una tra le varie soluzioni potrebbe essere quella di riaffidare a Conte l’incarico esplorativo per verificare l’esistenza nelle Camere di un’eventuale Maggioranza alternativa a quella gialloverde.

Ambra Bellandi

 

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