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Sinistra su Sea Watch: 'Serve
difendere indipendenza
dei poteri dello Stato'

“Oggi Carola Rackete è una donna libera, oggi siamo tutti un po’ più umani, oggi la legge conferma quello che sapevamo: che il valore della vita e della dignità umana viene prima di qualsiasi legge ingiusta”. Commenta così La Sinistra a Crema la liberazione del capitano della nave Sea Watch che in questi giorni è stata al centro del dibattito nazionale anche per la vidimazione del decreto sicurezza bis.

Poi i rappresentanti del partito hanno attaccato la condotta tenuta dal ministro dell Interno Salvini: “La magistratura si è pronunciata. In un paese normale, un Ministro che ha passato un anno a fare propaganda su una legge evidentemente inapplicabile per le ONG che salvano vite umane si dovrebbe dimettere.  Dimostrato, mentre il vicepremier si divideva tra una sagra e una comparsata in TV, che non esistono collegamenti tra le ONG e i traffici di esseri umani, dopo due anni di inchieste prima dell’archiviazione, come affermato anche dal PM Patronaggio. Invece è lo stesso Ministro che, in una diretta social, effettua un attacco pesantissimo contro la magistratura, non riconosce quanto pronunciato dal GIP, e, ancor più grave, accusa la stessa di aver agito contro il nostro Stato, minacciando una riforma della magistratura e dando la propria sentenza”

Affermazioni che secondo La Sinistra “minano l’indipendenza del potere giudiziaro della Repubblica Democratica, al limite dell’eversivo e vanno ad alimentare uno scontro istituzionale contro un potere fondamentale del nostro stato di diritto. Sui social sono già state pubblicate numerose minacce e insulti alla GIP Alessandra Vella, alla quale va la nostra totale solidarietà”.

“L’unico a non affrontare giuridicamente le proprie azioni – concludono – fuggendo anzi dai processi, è proprio il ministro, che continua, invece, a porre pressioni politiche, umiliando i nostri militari, obbligandoli ad azioni giuridicamente sbagliate in nome della propaganda”.

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