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Il Papa prega per
padre Gigi. Questa sera
veglia a Madignano

Foto Sma - Società Missioni Africane

Sono trascorsi 8 mesi dal rapimento di padre Gigi Maccalli, missionario madignanese che da anni operava nella diocesi di Niamey, in Niger. Poco più di un mese fa il Governo del Paese africano assicurava che il religioso è vivo e sta bene. Ma a tenere viva la speranza sono anche le preghiere dei tanti fedeli della sua comunità natale, così come quella della missione.

Questa mattina, alle numerose persone che già chiedono un intercessione dal Cielo per il missionario, si è unito anche il Vescovo di Roma. Papa Francesco ha infatti pregato per la liberazione di padre Gigi. Il Pontefice ha ricevuto in udenzia la Società delle Missioni Africane, della quale fa parte. “Vorrei associarmi alla preghiera per il confratello e assicurare la sollecitudine della Santa Sade riguardo questa situazione”.

Intanto, ogni giorno, nella diocesi di Niamey, alla fine di ogni Messa “preghiamo per la liberazione di padre Gigi”. Lo dichiara padre Vito Girotto, confratello del missionario cremasco all’agenzia Fides, spiegando che l’arcivescovo Laurent Lompo ha realizzato una preghiera dedicata al religioso cremasco.

La stessa preghiera verrà recitata questa sera, 17 maggio, a Madignano durante la veglia dedicata al compaesano rapito. Questo il testo:

Dio nostro Padre, tu ci chiami alla libertà, il tuo Figlio Gesù si è sottomesso alla sofferenza per togliere il peccato del mondo, accorda al tuo servitore Pierluigi, detenuto in prigione, la libertà che tu hai voluto dare a tutti i tuoi figli. Dona al nostro tempo la grazia della pace, te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Salvatore e nostro Signore. Nostra Signora del perpetuo Soccorso, soccorrici. San Michele Arcangelo, proteggici”.

Padre Girotto racconta che in Niger si crede che padre Gigi sia vivo, “ma non sappiamo dove si trovi. Probabilmente non qui, forse in un altro paese del Sahel. Sono convinto – prosegue – che saprà dialogare con i rapitori, sostenuto dalla nostra preghiera, cercando di capire il motivo del suo sequestro”.

Oltre alla preghiera dell’arcivescovo si aggiunge quella di due pastori protestanti e due giovani di Bomoanga che hanno ricordato l’aiuto incondizionato di padre Gigi verso tutti, in particolare verso i bambini malnutriti. In programma c’è anche una preghiera ecumenica con i musulmani (che però non è certo si potrà realizzare, per il clima di grande insicurezza, ora alimentata dal Ramadan.

Un pensiero conclusivo di padre Girotto è un parallelismo con la lunga notte della prigionia di San Pietro: “La forza della preghiera sale a Dio e il Signore ascolta e compie una liberazione impensabile e insperata, mandando il proprio angelo. Rivolgiamo questa supplica al Signore, perché salvi padre Gigi.”

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