Forza Italia attacca la Giunta sulla procedura per il recupero dell'ex tribunale
“Così non si fa. Così non va”. Il gruppo consiliare di Forza Italia attacca l’Ammnistrazione comunale e la Maggioranza in Consiglio dopo l’approvazione, durante la seduta di lunedì, del cambio di destinazione d’uso per l’ex Tribunale. “Il consiglio comunale doveva approvare per “l’indizione di un’asta pubblica per la concessione in diritto di superficie a tempo determinato dell’immobile denominato ‘ex Tribunale’”, in realtà è stato deliberato a gara avvenuta ed aggiudicata”.
Secondo i forzisti tutta la procedura si sarebbe dovuta svolgere esattamente al contrario: prima la deliberazione e, solo successivamente, la gara. “Un criterio inaccettabile e poco rispettoso delle Istituzioni. Infatti la modifica e l’ampliamento della destinazione d’uso da “area per servizi ed attrezzature civiche amministrative” a “servizi ed attrezzature sanitarie e socio assistenziali” avrebbe dovuto precedere l’indizione dell’asta pubblica, in modo da mettere tutti i concorrenti nelle stesse condizioni al nastro di partenza, mentre è avvenuta solo alla conclusione dell’iter di aggiudicazione. Una procedura che l’amministrazione ha costruito inopinatamente con esclusivo riferimento a quanto affermato come proprio indirizzo (ovvero la destinazione dell’ex-Tribunale a scopo sociosanitario) al momento di insediamento del secondo mandato Bonaldi nel luglio 2017. Tale indirizzo in realtà non aveva alcun valore dal momento che era solo nella potestà del consiglio comunale variare la destinazione d’uso dell’immobile in oggetto”.
“Dopo l’atto di indirizzo si doveva far deliberare il consiglio comunale relativamente alla volontà di modificare la destinazione d’uso dell’immobile. Solo dopo si dovevano avviare le procedure amministrative per l’asta pubblica. Così avrebbero agito con la necessaria e imprescindibile trasparenza. Invece no, hanno percorso strade tortuose, applicando un criterio politico-amministrativo che lascia l’amaro in bocca”.
Insomma, secondo Beretta, Agazzi e Zanibelli si è trattato di “una sanatoria. Ciò conferma che per la Bonaldi e la sua maggioranza il consiglio comunale è sempre più un optional. La modifica della destinazione d’uso dell’immobile a servizi socio-sanitari approvata in tempi successivi al bando ha destato perplessità, soprattutto quando alcuni consiglieri hanno fatto nomi e cognomi di chi domani potrebbe occupare quegli spazi. Anche la concatenazione di alcune circostanze, tutte datate all’interno di un lasso di tempo troppo stretto, genera la sensazione che qualcosa sia intervenuto in modo quanto meno anomalo”.
“A noi mancano gli strumenti per comprendere come stiano le cose ed è per questo che stiamo valutando di fare verificare all’ANAC se il percorso intrapreso sia stato corretto. Non vogliamo credere alla malafede di nessuno, ma semplicemente vogliamo che qualcuno, terzo rispetto a noi, ci possa dire se il modo di procedere messo in campo dall’amministrazione sia sufficientemente trasparente e corretto sul piano formale. Altra cosa è l’opportunità di tentare di riavere il “nostro” Tribunale”.