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In un video spedito in Senegal
Sy annunciava di voler fare
'un gesto eclatante'

Dagli interrogatori milanesi emerge che Sy aveva spedito qualche giorno prima in Senegal un video nel quale annunciava la preparazione di un gesto eclatante per punire l’Europa e l’Italia per le politiche migratorie che causano le stragi in mare, invitando i connazionali a non imbarcarsi. Lo riferisce TgCom24, citando le parole del responsabile dell’antiterrorismo milanese, Alberto Nobili.  Al momento sembrano escluse affiliazioni di Sy a gruppi terroristici. Il capo del pool antiterrorismo ha affermato che dall’interrogatorio è emerso che la sua azione “voleva mandare il messaggio ‘Africa sollevati'”. Nobili ha chiarito che “voleva dire agli africani di non venire più in Europa e punire l’Europa per le politiche a suo dire inaccettabili contro i migranti”. Sy ha quindi “ammesso la premeditazione, cioè di aver ponderato da giorni” il gesto dell’attacco all’autobus.

Le ombre nel passato di Ousseynou Sy si fanno sempre più pesanti alla luce di quanto successo ieri sul bus che conduceva lungo la Paullese, con il sequestro e la tentata strage di un autobus con 51 studenti delle medie Vailati di Crema. Da quanto risulta, i vertici di Autoguidovie, la società che gestisce il Tpl a Crema e sul cremasco, avevano richiesto il certificato penale dell’uomo nel 2004, quando la società era subentrata al precedente gestore. Ma nel 2007 gli era stata ritirata la patente per guida in stato di ebbrezza e di questo Autoguidovie non sarebbe stata a conoscenza.

“L’autista che si vede ritirata la patente quando è alla guida della propria macchina potrebbe non dire nulla e ad esempio mettersi all’improvviso in aspettativa”, afferma un  conducente sentito anonimamente dal Corriere della Sera. “Tra ministero e chi svolge un servizio pubblico ci dovrebbe essere uno scambio continuo di informazioni che invece manca”, ha invece affermato Corrado Bianchessi, direttore del personale di Autoguidovie, una società per azioni che rappresenta uno dei maggiori soggetti privati nel campo del trasporto pubblico locale.  La Motorizzazione civile infatti non ha l’obbligo di informare il datore di lavoro del provvedimento di sospensione.

Com’è possibile che non esista una norma che obbliga i gestori di un servizio di linea utilizzato da migliaia di clienti (e in gran parte minorenni, come in questo caso) a controllare periodicamente la fedina penale dei propri dipendenti?

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