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Emorragia di imprese:
nel 2018 137 attività
hanno chiuso i battenti

Emorragia di imprese nel territorio cremonese, dove quelle iscritte ai pubblici registri sono passate dalle 26.324 del 2017 alle 26.187 del 208, con una perdita di 137 (-0,5%). Numeri bassi, ma che fotografano una situazione economica tutt’altro che rosea. Il dato emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano- Monza Brianza – Lodi su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2018 e 2017.

E’ il commercio uno dei settori che soffre di più a livello provinciale, come del resto era facile supporre dalle numerose chiusure di negozi a cui si è assistito: il numero delle attività a livello provinciale è passato da 6.183 a 6.125 (-0,9%). Ma a perdere terreno è soprattutto il settore delle costruzioni (-1,7%) che è passato dalle 4.457 attività del 2017 alle 4.382 del 2018. Seguono quello agricolo, che nel 2018 contava 3.900 imprese contro le 3.961 dell’anno prima (-1,5%) e quello manifatturiero (-1,1%).

Tuttavia ci sono anche settori che crescono: è il caso del noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese, cresciuti complessivamente del 4,9%, dell’istruzione (+4,4%) e delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+4,1%).

La Lombardia chiude il 2018 con 818 mila imprese attive e circa 4 milioni di addetti. Numeri che ne fanno la prima regione italiana, pesando il 16% del sistema imprenditoriale italiano e il 24% degli addetti delle imprese nazionali.

Tra le province dopo Milano che è prima con 303mila imprese e 2,2 milioni di addetti, vengono Brescia (con 106mila imprese e 412 mila addetti) e Bergamo (con 85mila imprese e 385 mila addetti), tra le prime anche in Italia.

Tiene il sistema imprenditoriale lombardo, +0,1%, anche se registrano andamenti positivi solo Milano (+1,3% le imprese) e Como (+0,1%). Stabili Monza, Lodi, Bergamo. Il settore che pesa di più è il commercio con quasi 200 mila imprese, seguito dalle costruzioni (133mila) e dal manifatturiero (95mila).

LaBos

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