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'Accordo raggiunto per il sottopasso: esempio di buona politica'

Lettera scritta da Matteo Piloni - Consigliere Regionale PD

Egr. Direttore,

la notizia dell’accordo raggiunto tra Comune di Crema, Regione Lombardia e Rfi in merito al reperimento delle risorse e la conseguente realizzazione del sottopasso di Santa Maria della Croce, non è solo una buona notizia per la città e il territorio, ma è soprattutto un esempio di buona politica, sotto molti aspetti.

Innanzitutto, le risorse. A differenza di quanto avvenuto per altre opere, si pensi al sottopasso di via Indipendenza, questa non sarà tutta a carico dei cittadini, i quali contribuiranno per coprire soltanto il 25% circa dei costi, mentre la parte restante sarà a carico di Regione Lombardia e di Rfi.

Dal punto di vista tecnico, il lavoro di sinergia tra gli uffici comunali, i professionisti privati coinvolti – sia quelli della Regione sia i tecnici di Rfi – è stato determinante.

Nonostante i differenti livelli e il voto in Regione dello scorso marzo, il processo e il confronto non si sono mai interrotti e tutti si sono adoperati per raggiungere l’obiettivo. E questo non  sempre accade.

Un obiettivo raggiunto “oltre” i colori, tra un’amministrazione comunale di centro-sinistra e un’amministrazione regionale di centro-destra, a cui va dato atto di aver lavorato a fianco e a favore del nostro territorio.

Si tratta inoltre di un obiettivo perseguito con costanza e tenacia, fin dal 2012, dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Stefania Bonaldi che, anche grazie al prezioso lavoro dell’ex consigliere regionale Agostino Alloni, è sempre rimasto al primo punto della nostra agenda politica.

Un obiettivo che è stato raggiunto anche grazie al voto dei cremaschi che nel 2017 hanno permesso all’amministrazione di proseguire il lavoro.

Credo che questo risultato non debba rimanere un’eccezione, ma piuttosto diventare la regola e, pensando al bene comune, la strategia da perseguire. Sempre.

Questo modo di fare politica dovrebbe diventare un metodo per tutti, al fine di contribuire a una strategia territoriale di ampio respiro, in cui il confronto e il merito tornino ad essere centrali rispetto ad una politica “muscolare” che punta al muro contro muro, anche a livello locale, invece che puntare, con fatica, alla condivisione.

 

Sbagliano i sindaci del territorio che si dividono e questa operazione lo dimostra. Solo uniti possiamo raggiungere risultati come questi e altri sono quelli che si possono ottenere, costruendo una pianificazione territoriale fatta di programmazione e investimenti, con l’unico obiettivo di coniugare sviluppo e qualità della vita.

 

D’altronde, dovrebbero essere questi gli obiettivi di chi fa politica e amministra. O no?

 

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