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Sentinelle in piedi: 'Un bimbo
può nascere dall'unione di
due uomini? Per il sindaco sì'

Lettera scritta da Flavio Rozza
Un bambino può nascere dall’unione di due uomini? Secondo il sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, sì.
E proprio la Bonaldi, nei giorni scorsi, in qualità di Ufficiale di Stato Civile, ha trascritto nel registro delle nascite il nominativo di una coppia di uomini, qualificandoli entrambi come genitori di due fratellini.
Il Sindaco di Crema, tuttavia, per dare maggiore credibilità al suo atto avrebbe anche dovuto dire quale dei due uomini abbia effettivamente partorito i bambini e soprattutto “come”.
È un dettaglio che non sapremo mai, per un semplice motivo: l’omogenitorialitá non esiste ed i rapporti omosessuali sono, per loro natura, sterili. Fino a prova contraria (alla Bonaldi l’onere di smentire quanto dico) due uomini – tra di loro – non possono né concepire, né partorire un bambino.
Detto ciò, ed accantonata ogni forma di ironia, dobbiamo dire con franchezza che l’atto compiuto dalla Bonaldi è illegittimo perché la legge italiana non prevede questo tipo di registrazione.
Riguardo alle motivazioni credo sia palese l’intenzione di forzare la mano (emulando il ben più noto sindaco di Torino), adottando uno schema già applicato per altre materie eticamente sensibili: ovvero creare una prassi di carattere amministrativo e giudiziario per indurre il Parlamento a legiferare secondo i desiderata della piccola ma influente lobby LGBT.
Se il primo cittadino di Crema mi chiedesse un consiglio, Le direi di accantonare questo tipo di farse, utili probabilmente per guadagnare un po’ di visibilità mediatica, ma di certo politicamente rischiose. Non dimentichi, Bonaldi, che la Sinistra – a forza di inseguire battaglie ideologiche lontane dai veri problemi della quotidianità – lo scorso marzo è andata incontro ad una sonora batosta elettorale. Ben altri sono i problemi dei cittadini. Ma soprattutto, nella sua attività, non dimentichi le vere necessità dei bambini e il loro bisogno primario di avere un padre e una madre.
Con buona pace di chi insegue falsi miti di progresso, giova ribadire che la struttura, anche quella biologica, della persona umana, non può essere modificata dalle norme sociali o dagli atti burocratici di un sindaco in cerca di notorietà.
Non basta fingere che due uomini possano concepire e poi partorire un figlio perché questo avvenga realmente. Chi, accecato dall’ideologia, insiste su questa strada, dovrà presto o tardi fare i conti con la realtà.

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