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'Quella del sindaco è la scelta
di chi non gira la testa davanti
a nuove forme di genitorialità'

Lettera scritta da Matteo Piloni Consigliere regionale Pd

Egr. Direttore,

la scelta del sindaco di Crema, come di altri sindaci in Italia, di registrare il figlio di una coppia omosessuale, e riconoscere quindi la doppia genitorialità, è stata una scelta importante. Una scelta che consente, a tutti, la possibilità di essere genitori e genitrici responsabili. E’ la scelta di chi non gira la testa di fronte a nuove forme di genitorialità che esistono. A persone che, di fatto, sono una famiglia e che non hanno più intenzione di dichiarare il falso. A figli e bambini che esistono e a cui va riconosciuto un futuro.

Per alcuni è un errore. Perché? Solo perché non esiste, ancora, una chiara normativa in tal senso? Non devo essere certamente io a ricordare che molte questioni che riguardano la realtà hanno, da sempre, anticipato la normativa che si è poi adeguata riconoscendo ciò che, di fatto, esiste.

Davvero c’è ancora chi pensa che genitori omosessuali siano un danno per i figli? Davvero c’è ancora chi pensa che ci siano figli, bambini o genitori di serie A e di serie B?

Purtroppo si, ed è anche per questo che scelte come quella dei Sindaci di Torino, Romano, Gabicce e Crema sono importanti.

In questi anni l’Italia ha compiuto grandi passi in avanti in materia di diritti. Quella che si sta concludendo con il voto del 4 marzo è stata e verrà ricordata soprattutto per essere stata la legislatura dei diritti: le unioni civili, il biotestamento, il dopo di noi, l’autismo, i minori non accompagnati, il divorzio breve. Solo per ricordane alcune che riguardano proprio la famiglia.

Sono comprensibili e del tutto legittime le critiche e i dubbi. Ma di fronte a realtà come queste non ci si può fermare solo perché la normativa è lacunosa o perché “non sono delle priorità”.

Qui non si parla solo di riconoscere dei diritti, ma di “vedere” che esistono nuove famiglie. Si tratta del riconoscimento legittimo di figli che esistono. Si tratta di guardare in faccia alla realtà.

Ed è di fronte a questa realtà che ora ci aspettiamo che la legge affronti la questione quanto prima per non lasciare tutto in mano alla sensibilità di un ufficiale di Stato Civile. O a quella di qualche politico che pensa, ancora, di poter fermare il vento con le mani.

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