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Sversamento roggia, sindaco
chiede tavolo regionale
'Mancata regia degli enti'

L’incidente verificatosi nella nottata del 3 aprile a Caravaggio, che ha causato lo sversamento di una inaudita quantità di liquami zootecnici che attraverso il sistema delle rogge è arrivata anche a Crema, ha purtroppo rivelato un problema di coordinamento della emergenza ambientale e di comunicazione.

È quanto denuncia la lettera che il sindaco di Crema Stefania Bonaldi ha indirizzato ai responsabili degli enti coinvolti: il consorzio delle acque irrigue, i direttori di dipartimento Arpa della Regione, di Bergamo e Cremona, la prefettura, il comando della Polizia Provinciale e dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, l’assessore regionale all’Ambiente, Raffaele Cattaneo, il suo dirigente Mario Nova, e per conoscenza i sindaci di Caravaggio e Capralba.

Il danno ambientale non poteva essere completamente evitato, ma forse poteva essere più adeguatamente arginato se la città fosse stata avvertita. Come appurato nel tardo pomeriggio di ieri dallo stesso sindaco, l’evento è stato denunciato alle competenti autorità (Carabinieri di Treviglio ed Arpa) fin dalle prime ore del mattino e subito, in loco, si sono adottate alcune misure atte al contenimento del disastro ambientale: tuttavia, pur essendo logico che le acque fluiscano naturalmente e che un evento di siffatta portata abbia interessato prima il Comune di Capralba nella tarda mattinata, per arrivare a Crema a metà pomeriggio, “nessuna Autorità ha ritenuto doveroso, ma neanche opportuno comunicare al Comune di Crema e alla scrivente sindaco quanto stava avvenendo”. Solo il caso, l’osservazione diretta del fenomeno nella roggia Rino da parte del sindaco, ha consentito di averne conoscenza e di chiedere immediati chiarimenti ai comuni a monte (Capralba e Caravaggio).

“Un congruo margine temporale”, continua il sindaco nella sua lettera, “avrebbe consentito di attivare per tempo, ad esempio, il nostro corpo di Protezione civile, dotato di potenti mezzi idrovori e di deviare o diversamente convogliare parte dei flussi inquinati, magari nei condotti fognari o presso il depuratore di Crema”.

A causa di questa mancata comunicazione, “solo alle 21 è intervenuta presso i Giardini pubblici di Porta Serio la ditta Sistemi Ambientali di Calcinate, mandata dalla azienda agricola che ha generato lo sversamento. La ditta a quel punto ha potuto solo posizionare due barriere antischiuma, con un effetto puramente di ordine ‘estetico’, rispetto al danno ambientale nel frattempo consumatosi”.

L’assenza di regia e coordinamento spinge il sindaco di Crema a chiedere “l’attivazione di un tavolo regionale che disciplini e definisca in modo puntuale catene di comando, di coordinamento e di rilancio dell’allarme ambientale, specie in situazioni che non solo coinvolgono più comuni, ma, come nel caso in discorso, addirittura più territori provinciali”.

QUI la lettera del sindaco

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