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Elezioni e
Family Day,
alcune riflessioni

Lettera scritta da Flavio Rozza - Referente locale Ass.ne Generazione Famiglia

Il 04 marzo è ormai alle porte e non di rado in queste settimane mi è stato chiesto per chi voterà, nell’area cremasca e cremonese, il popolo del Family Day. Un popolo che conosco perché, per due anni, ho guidato a livello locale Il Popolo della Famiglia (PdF) e poi l’associazione Generazione Famiglia.

Purtroppo è un popolo diviso, che vede contrapposte due diverse strategie: da un lato c’è chi – come Adinolfi e il PdF – ha deciso di presentarsi alle elezioni ponendosi al di fuori da ogni coalizione. A mio avviso una scelta poco lungimirante. Spiace perchè questa formazione politica, a livello nazionale, può contare su un consenso non superiore all’1 %.

Cosa significa tutto questo? Che votare “Il Popolo della Famiglia” non solo sarà inutile, ma potrà persino essere dannoso perché sottrarrà voti al centrodestra, favorendo così quella parte politica che in questi anni ha attaccato la famiglia e i valori della vita. Per fare un esempio concreto posso citare il caso del collegio Roma 1 per il Senato, dove i sondaggi danno un testa a testa tra la famigerata Emma Bonino e Federico Iadicicco, candidato – quest’ultimo – fortemente sostenuto dal Comitato Difendiamo i nostri figli. Ebbene nello stesso collegio si presenta il leader del PdF Mario Adinolfi: aldilà delle intenzioni è evidente che potrebbe venirsi a creare la situazione paradossale per cui la presenza del PdF favorirebbe la vittoria della Bonino.

Contrapposta alla linea scelta da Adinolfi, vi è la strategia del prof. Gandolfini (presidente del Comitato Difendiamo i Nostri Figli e promotore del Family Day), quest’ultimo ritiene necessario non disperdere i voti, sostenendo quei candidati – indipendentemente dai partiti in cui militano – che condividono il progetto valoriale del family day e sono inseriti in forze politiche che hanno reali chance di entrare in Parlamento.

Inoltre, secondo il promotore del Family Day, dobbiamo prendere atto che i partiti della coalizione di centrodestra (in particolare Lega e Fratelli d’Italia) hanno spesso condiviso e sostenuto le istanze del mondo pro-life e pro-family.

Seguendo la linea di Gandolfini, pur riconoscendo che anche nell’area di centrodestra non sono mancate ombre e discordanze, si giunge alla conclusione che la coalizione di riferimento per coloro che si riconoscono nel Family Day, non può che essere quella composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Un’ulteriore riflessione si rende necessaria per le elezioni regionali. Il PdF non ha presentato una sua lista, ma il mondo pro-family può indubbiamente contare su alcuni validi rappresentanti appartenenti in modo particolare alla Lega e a Forza Italia. Ad esempio è difficile non ricordare il grande impegno profuso in questi anni da Cristina Cappellini, assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie. L’assessore Cappellini si è indubbiamente spesa molto (a Crema la ricordiamo anche per le sue presenze come Sentinella in Piedi) per favorire attività di sensibilizzazione culturale e per concretizzare iniziative in difesa della vita, della famiglia, dei principi non negoziabili e della libertà di espressione. Ed anche di fronte alle pesanti contestazioni subite – da parte di una minoranza rumorosa – non ha mai arretrato dalle sue posizioni.

Per questo ritengo che il mondo pro-family potrà sentirsi ben rappresentato se in Regione vi sarà ancora Cristina Cappellini. Con la speranza che nel frattempo emergano anche altri politici non assoggettati al Pensiero Unico, ma capaci di testimoniare nella quotidianità del loro impegno politico i principi che stanno a cuore al vasto mondo pro-life.

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