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Consiglio comunale:
sicurezza, legalità,
'fascio' e 'antifascio'

MOZIONE SICUREZZA – Archiviata la mozione sicurezza presentata da Lega Nord e Polo Civico. Del tema si discuterà il 12 marzo ancora in Consiglio comunale, attraverso la proposta di Commissione ad hoc del sindaco, su suggerimento del consigliere di Forza Italia Simone Beretta.

La mozione  ha incontrato il voto negativo della maggioranza. “Nessuno prende sottogamba la sicurezza, percepita e non, dei cremaschi – ha spiegato il capogruppo Pd Jacopo Bassi – Soltanto riteniamo che questa iniziativa non sia risolutiva dei problemi”. La proposta di Lega e Polo Civico è stata votata dai soli firmatari del testo, in quanto il capogruppo di Forza Italia si è astenuto.

 

Hanno invece fatto parecchio discutere le due mozioni presentate dal consigliere di maggioranza Emanuele Coti Zelati (capogruppo de La Sinistra).

CONSULTA LEGALITA’ – La prima riguardava l’istituzione di una Consulta per la Legalità. Un regolamento da utilizzare come “punto di partenza per un lavoro corale. Certamente migliorabile, ma che sia un primo passo concreto sul tema”, ha spiegato Coti Zelati. La mozione è stata ben accolta da tutte le minoranze, ma le civiche di centrosinistra e il Partito Democratico hanno richiesto di congelare la proposta in quanto “potrà essere inserita nel dibattito sulla sicurezza del 12 marzo”.

Una frattura che non è sfuggita ai consiglieri dell’opposizione, specie ad Antonio Agazzi, che ha definito la scena “uno spettacolo imbarazzante. I dissapori devono essere situazioni non lievi, se non li riescono più a nascondere”.

 

“FASCIO E ANTIFASCIO” – L’altra mozione del capogruppo de La Sinistra, inerente al “Rispetto dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione” è stata invece approvata dalla maggioranza consiliare. Non prima di un acceso dibattito (con annessa sospensione del Consiglio per permettere la riunione dei capigruppo).

La proposta portata in assemblea prevede che chiunque decida di occupare il suolo pubblico con banchetti o simili, debba firmare un documento in cui dichiara di essere “estraneo al razzismo, fascismo, xenofobia e pensieri antidemocratici”.

Tema che ha scaldato i toni dell’assise, con il centrodestra che ha accusato la maggioranza di “andare d’accordo solo sul tema dei fantasmi del Ventennio”e di minare la libertà di espressione e parola. Andrea Agazzi (Lega Nord), ha calato il carico: “Il fascismo non esiste più. Lo fate emergere voi, sotto elezioni, solo per compattare un elettorato allo sbando”.

Bassi (Pd) ha giustificato la votazione favorevole sottolineando che “La costituzione sancisce diritti e doveri. Non esiste la libertà di essere liberticidi”. La mozione è stata approvata con due emendamenti proposti dai Dem.

Ambra Bellandi

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